.

Arrivederci Inter, bentornato mercato. Istruzioni per l’estate

di Raffaele Caruso

A Bologna è calato il sipario su una stagione indimenticabile. Scudetto e Coppa Italia al primo colpo per Chivu. 89 gol fatti in campionato, eguagliato il record di reti dell’Inter di Inzaghi e Conte. Roba da stropicciarsi gli occhi, roba da fantascienza se riavvolgi il nastro a un anno fa. Ma il calcio è anche questo, l’Inter è anche questa.

L’Inter già manca come accade sempre a campionato finito. Il calcio non andrà in ferie peró. Ci sarà il Mondiale, orfano ancora dell’Italia, e seguiremo con particolare attenzione i nostri ragazzi. Ma soprattutto è arrivato il momento di riaprire le porte di Viale della Liberazione e non solo ad un vecchio e nostro caro amico: il calciomercato.

Uno di quei amici che può regalare diverse emozioni. A volte piacevole, a volte capace di farti disperare e litigare con gli altri amici. L’estate, complice anche il Mondiale, sarà lunghissima. Ma sarà allo stesso tempo un’estate importantissima per l’Inter.

Il compito è difficilissimo: migliorare una squadra capace di vincere Scudetto e Coppa Italia non è mai facile. Ma l’Inter vuole alzare l’asticella e tornare ad alzare la voce in Europa dopo un anno di pausa. I tifosi sui social si stanno già scatenando, tra bozze di formazioni e liste della spesa.

Questo è il periodo principale in cui il tifoso sogna. A maggior ragione quelli dell’Inter, desiderosi dopo tante “delusioni” di essere accontentati sul mercato con colpi da novanta. Toccherà ad Oaktree e alla dirigenza esaudire questi sogni.

Ma c’è un aspetto fondamentale da ricordare sempre. I tifosi devono sognare come giusto che sia, chi “governa” e orchestra dietro le quinte deve giudicare tutto sempre con professionalità e competenza. Una squadra si costruisce a suon di milioni, ma anche tramite valori e qualità. Fidiamoci di chi ha portato l’Inter a vincere questi due trofei. Fidiamoci della loro competenza, delle loro scelte. Fidiamoci del mister. Anche perché qui nessuno sembra essere sazio. Ai tifosi il compito di restare lucidi e pazienti. Perché poi l’ultima parola è sempre quella del campo


Altre notizie