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Bastoni capitano

di Simone Togna

Sono ancora tempi bui per i tifosi dell’Italia. Gli Azzurri sono stati, come sappiamo tutti, mestamente e meritatamente eliminati ai calci di rigore dalla Bosnia, il che significa che per la terza volta consecutiva non andremo ai Mondiali. Credo che per spiegare appieno l’eliminazione della nostra nazionale servirebbero anche più delle 900 pagine cestinate a Roberto Baggio su una possibile e doverosa riforma di Figc, settori tecnici, campionati e prime squadre, quindi mi limito a poche considerazioni. La prima è che resettare tutto è doveroso per gli amanti del calcio. Basta ai politici attaccati alla poltrona – che vuol dire però che chi subentrerà a Gravina dovrà avere un CV differente, altrimenti resterà tutto uguale in modo gattopardiano – e soprattutto che tutti – ma tutti davvero – dovranno remare nella stessa direzione. Io già impazzisco quando sento a ogni pausa: “Che noia, quando riprende il campionato?", speriamo che presunti professionisti non si comportino da tifosi, ma capiscano che le soste sono e saranno sempre fondamentali per la nostra nazionale. Io sono profondamente deluso dall’eliminazione di Bastoni e compagni, avrei voluto che i miei figli seguissero il loro primo Mondiale. Non sarà così. Ma l’indignazione a tempo, solo magari per avere qualche like in più, mi fa uscire pazzo. 

A Zenica – a proposito, io in quella città e in quello stadio c’ero stato negli anni passati, vedendo un impianto sicuramente vecchio, ma nemmeno così vetusto rispetto a molti delle divisioni inferiori italiane, con dei tifosi spettacolari, che giustamente sostengono i propri beniamini: per questo mi preme sottolineare come fosse stato dipinto in modo completamente sbagliato prima del match – Bastoni è stato espulso. Ha sicuramente sbagliato l’intervento, ma il suo errore ha rappresentato la punta dell’iceberg di un movimento calcistico allo sbando. 

E allora, siccome io seguo l’Inter e ho detestato i fischi al ragazzo, ma soprattutto le feroci critiche ricevute dopo la sfida con la Juventus – dove, ribadiamo, ha simulato e il rosso a Kalulu era sbagliato – mi porto avanti col lavoro da psicologo di Chivu e spero di vedere in Inter-Roma Bastoni capitano. Lui ha chiesto scuso in conferenza stampa, i centinaia di simulatori del campionato italiano no. E soprattutto nessun altro ha subito la gogna mediatica simile a quanto accaduta al più forte braccetto del mondo. Serve un gesto forte e simbolico. Serve far capire che l’Inter sta con Basto. E non sarebbe male nemmeno se a giusto Alessandro indossasse la fascia con la maglia azzurra. Ma questa è un’altra storia.


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Venerdì 3 aprile