Bodo Star, ma nessuna vergogna
L'Inter ritrova l'erba, ma perde la Champions League. Anche i nerazzurri rimangono vittime della maledizione dei playoff, che la scorsa stagione aveva mietuto solo vittime tra le italiane e in questa minaccia concretamente di fare altrettanto. Il Bodo/Glimt non ruba nulla, merita la qualificazione perché ha saputo sfruttare nel modo giusto il contesto del doppio confronto, approfittando della comfort zone nella gara d'andata e proteggendo il raccolto al Meazza, dove pur limitandosi a una estrema fase difensiva tiene a bada sin dall'inizio le velleità dei nerazzurri, per i quali l'assenza del leader tecnico ed emotivo Lautaro si è fatta sentire più del dovuto, e li colpisce al punto e al momento giusto.
Certo, il risultato è un'ingiustizia per quanto visto ieri sera, ma la sensazione è che sarebbe cambiato poco anche senza il gol di Hauge dopo lo svarione di Akanji. Una di quelle partite in cui sai che potrai provarci all'infinito ma non andrà come desideri. Davvero un peccato, perché oltre al bonifico da circa 13 milioni che sarebbe stato inviato dalla UEFA in caso di qualificazione, il danno è soprattutto di immagine per una squadra reduce da una finale di Champions League e, tangibilmente, nel ranking in cui si perderà qualcosa. Sperando che non pesi anche sul morale del gruppo.
Ma ora che si fa? Nulla, ci si rimbocca le maniche, si assorbe il colpo e si va avanti in questa stagione che ha ancora molto da offrire. Per l'Europa bisognerà aspettare la prossima, ma campionato e Coppa Italia sono ancora due obiettivi concreti e una grande squadra non rimane a lungo a leccarsi le ferite, ma si rialza e ricomincia a fare ciò che le viene meglio. La campagna di Champions, iniziata bene con quattro vittorie su quattro, è stata pesantemente influenzata da quel rigore regalato al Liverpool, inutile fingere non sia così. Ma gli errori, anche quelli degli arbitri, fanno parte del gioco e vanno accettati, Così come va accettato che il Bodo/Glimt abbia guadagnato sul campo questa qualificazione, vincendo entrambe le partite. E come aveva anticipato Chivu ieri, gli vanno fatti i complimenti.
Sia chiaro, rimanendo ai temi emersi l'altro ieri in conferenza, nessuno provi a usare bla parola 'vergogna' dopo l'eliminazione dell'Inter, avanzata in modo un po' goffo da un giornalista norvegese che forse aveva le migliori intenzioni ma non le ha espresse correttamente. Nello sport non esiste la vergogna, esiste chi vince e chi perde. L'Inter ha perso, saluta la Champions League ma lo fa dopo averci provato. Ed è bellissimo il sostegno del Secondo Anello Verde ai giocatori, in barba alla cocente delusione. Perché c'è ancora tanto da fare e andrà fatto.