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Calma e gesso

di Maurizio Pizzoferrato

Perdere due derby in campionato fa male. Perderne cinque negli ultimi sette disputati comprese Coppa Italia e Supercoppa, oltre a far male deve far riflettere. Non vincere un derby da due anni dopo averne portati a casa sei di seguito, deve far scattare l'allarme. Su come ultimamente la Beneamata affronti la stracittadina. Da un po' di tempo a questa parte il Milan scende in campo nella sfida più sentita dai tifosi delle due squadre con una “cattiveria” agonistica che l'Inter sembra aver perso.

A prescindere dalla qualità di gioco espressa, il Diavolo sa essere chirurgico nelle poche occasioni di gol a favore, sapendo poi blindare l'eventuale vantaggio acquisito. L'Inter, che spesso ha la prima chance per rompere l'equilibrio, puntualmente la fallisce come avvenuto domenica scorsa quando Mkhitaryan solo davanti a Maignan dopo un'azione simile a quella della prima semifinale di Champions League del 2023, questa volta non ha saputo far altro che centrare il petto del portiere rossonero, bravo a rimanare in piedi per coprire lo specchio all'armeno nerazzurro. E puntuale è scattata la dura legge del calcio che recita: “gol sbagliato, gol subito”. Dopo appena 56 secondi dall'occasione fallita dall'Inter, tal Estupinian ha scaraventato sotto l'incrocio il pallone che ha segnato la gara e, forse, riaperto il campionato. Nonostante l'età, Mikhitaryan ha una classe e una storia calcistica oggettivamente superiore a Estupinian, ma in quei due momenti rivelatisi decisivi per il match, il calciatore ecuadoriano ha mostrato una feroce voglia di far male mancata invece a chi indossava la maglia nerazzurra.

L'Inter poteva poi pareggiarlo il derby, ma un'altra occasione clamorosamente fallita nel secondo tempo, questa volta da Dimarco e un possibile rigore non concesso tra mille polemiche, hanno regalato tre punti pesantissimi al Milan che al fischio finale si è trovato a -7 dalla capolista con dieci giornate ancora da disputare. E ora? Ora calma e gesso come si suol dire. Se a inizio stagione ci avessero detto di firmare per vedere a dieci giornate dal termine del campionato l'Inter prima in classifica con sette punti di vantaggio sulla seconda e undici sulla terza che ha lo scudetto sul petto, credo che ogni tifoso nerazzurro avrebbe tirato fuori, felice, carta e penna.

È altresì vero, comunque, che la squadra stia patendo oltre il dovuto l'assenza di un trascinatore come Lautaro Martinez che garantisce gol pesanti e leadership in campo. Ed è vero che la squadra sembri un po' stanca in alcuni elementi che al meglio, sanno invece fare la differenza. Del resto l'Inter, dopo la grande delusione per la pesante sconfitta nella finale di Champions League con il Psg, ha concluso la stagione lo scorso 30 giugno dopo l'eliminazione gli ottavi di finale del mondiale per club. Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, dice il famoso proverbio. E da oggi si torna a fare tremendamente sul serio ospitando a San Siro l'Atalanta, mentre domani sera il Milan sarà ospite della Lazio che per una notte ritroverà i suoi tifosi. Dopo il derby perso all'andata, l'Inter ha disputato in campionato quindici partite, vincendone tredici, pareggiandone una e perdendona una, ancora contro i rossoneri sei giorni fa.

Oggi la Beneamata ha la grande possibilità di riprendere il discorso, affrontando un'Atalanta uscita con le ossa rotte dalla gara di Champions contro quei mostri del Bayern Monaco, eliminati nella scorsa stagione dai nerazzurri di Milano, ma basta pensare al passato. Contro l'Atalanta, che l'Inter da anni batte regolatmente sia in casa che a Bergamo, è auspicabile vedere una squadra che torni ad aggredire da subito la gara alimentata dalla spinta di un pubblico chiamato a “giocare” dagli spalti insieme ai ragazzi sul verde. Scendere in campo il giorno prima potrebbe poi rappresentare un vantaggio psicologico per l'Inter di Cristian Chivu che, vincendo, passerebbe molte ore nuovamente a +10. Calma e gesso, dunque. E massimo sostegno per una squadra che non sarà perfetta, ma è prima con pieno merito. Dalla prossima stagione si tornerà anche a vincere il derby. 


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Sabato 14 marzo