Come Ulisse
Meno uno all’alba. Ancora una partita, l’ultima stazione di questa Via Crucis che si è rivelata essere la stagione 2012-2013 della Serie A dell’Inter, e poi questo calvario sarà finito. L’ultimo ostacolo si chiama Udinese, formazione sempre tosta, con un obiettivo ancora nel mirino e con un bomber di razza come Antonio Di Natale che sa come fare male ad ogni difesa gli si pari davanti. Ma ormai l’Inter ambisce solamente a chiudere, magari con un risultato positivo anche per evitare una scomoda Coppa Italia a metà agosto, in fretta questa pagina nera, e provare a ripartire. Provare a farlo discutendo nelle sedi opportune, mentre c’è chi, dall’esterno, ci sta provando a farlo per conto di chi di dovere.
E’ notizia di ieri la bomba lanciata da una radio romana relativa ad una firma, una firma importante: quella di Walter Mazzarri, che avrebbe suggellato il suo arrivo sulla panchina dell’Inter dalla prossima stagione, davanti agli occhi di Marco Branca e Piero Ausilio. Una notizia capace di creare un terremoto mica da ridere, anche se il tecnico livornese ha prontamente smentito tutto, rimandando ai prossimi giorni tutte le discussioni sul suo futuro. E che avrebbe creato tutti i presupposti per rendere anche la vigilia di questo ultimo impegno stagionale una vera e propria polveriera, con un Andrea Stramaccioni inquadrato come all’ultima recita davanti ai giornalisti ad Appiano Gentile. Magari nervoso, magari triste, magari già in grado di far trasparire una qualche delusione per una decisione che non arrivava dalla società ma da un cinguettio su Twitter.
E invece, Andrea Stramaccioni è riuscito a superare questo scoglio con abili manovre, facendo trasparire una certa serenità. E soprattutto, dimostrando di credere solo ad una persona: Massimo Moratti, il presidente, l’unica persona che può decidere davvero le sue sorti. Non ha dubbi, Stramaccioni: non ha dubbi nel dire che comunque lui l’anno prossimo si vede ancora sulla panchina dell’Inter, nonostante le troppe folate di vento contrario; che non ha dubbi nel dire che le annate storte fanno parte del destino di qualunque club, nessuno ne è immune; che non ha dubbi, soprattutto, nel far capire che la società sta pianificando la prossima stagione anche grazie alle sue indicazioni e che tutto il resto crea quasi un “clima da propaganda”.
E’ un Andrea Stramaccioni che, insomma, si traveste da Ulisse: come l’eroe omerico che per non farsi ammaliare dal canto delle sirene decise di farsi legare ad un albero della propria barca facendosi bendare gli occhi e tappare le orecchie ai suoi compagni di viaggio, cerca di resistere, costi quel che costi, a queste profezie negative verso il suo futuro in nerazzurro e tenersi ben saldo il pino (ormai diventato una panchina di poltroncine con tutti i comfort, segno dei tempi) del Giuseppe Meazza. Potrebbe bastare per la conferma, può darsi anche che tutto ciò non possa essere sufficiente, al di là di rassicurazioni e conferme il 100% è una percentuale che nel calcio raramente si può toccare. Ma Strama non vuole mollare, non vuole arrendersi proprio ora, come ha dichiarato anche davanti ai tapiri consegnati da Striscia la Notizia. E che reclama una cosa estremamente importante: i fatti. I fatti che i tifosi dopo fiumi di parole ora vogliono davvero, in un clima di plausibile malcontento da parte dei più al quale tutta la società, ed è un tasto che va battuto sempre con costanza, dovrà dare risposte il più in fretta possibile.
In conclusione, un augurio di bentornato in Serie A dopo dieci anni di inferno all’Hellas Verona, guidato da una vecchia gloria nerazzurra come Andrea Mandorlini, difensore dell’Inter dei record di Trapattoni, e che nelle sue fila ha accolto da gennaio una delle maggiori speranze della cantera interista come il difensore Matteo Bianchetti; e un benvenuto al Sassuolo, compagine che l’anno prossimo rappresenterà l’entità più piccola della massima serie dal dopoguerra. Ma soprattutto il Sassuolo di quel presidente, Giorgio Squinzi, che spesso si è lanciato in dichiarazioni da tifoso milanista esplicitando il proprio desiderio di battere l’Inter a San Siro. L’appuntamento è già in agenda…