Continuare la marcia per avvertire chi segue
Lo avevamo scritto che la questione scudetto parla meneghino, a meno di clamorosi ribaltoni. La vittoria del Milan a Bologna conferma come il Diavolo sia subdolo, sornione, pronto a colpire, forte del fatto che i rossoneri possano recitare solo sul palcoscenico nostrano. A quindici giornate dalla fine del campionato, il Biscione nerazzurro comanda il torneo con cinque punti di vantaggio sui competitor cittadini, ma l'Inter balla contemporaneamente in Champions League, dove dovrà disputare i playoff contro i norvegesi del Bodo Glimt e negli ottavi di Coppa Italia, dove troverà la vincente di Napoli-Como. E a marzo, ancora da decidere giorno e orario, si giocherà un derby che rischia di essere quasi decisivo per il responso finale.
A Milano ora si respira aria olimpica, anche Cristian Chivu, accompagnato dal suo sorriso rasserenante, si è vestito da tedoforo. Ieri San Siro ha ospitato l'imponente cerimonia inaugurale dei giochi di Milano-Cortina, ma il tempio del calcio milanese risulta già sold-out per l'ennesima sfida pallonara tra casciavit e bauscia. Il Milan non perde una partita dalla prima giornata, sconfitto in casa dalla Cremonese, ma ha pareggiato molto contro le cosiddette medio-piccole. L'Inter ha già quattro sconfitte sul groppone, compresa quella patita nel derby di andata, ma poi ha avuto il grande merito di battere tutte le squadre oggettivamente inferiori, eccezione fatta per l'Udinese capace di sbancare il Meazza alla seconda giornata.
Strada facendo, l'Inter di Chivu si è scoperta forte, vogliosa, capace di essere competitiva anche cambiando gli interpreti a seconda delle necessità. Il mister è bravo a motivare tutti, anche giovani provenienti dall'Under 23 come Matteo Cocchi e Issiaka Kamate, tra i protagonisti della vittoria in Coppa Italia contro il Torino. Ai box, per infortunio, ci sono pezzi da novanta come Dumfries, Calhanoglu, Barella, ma alla Pinetina non si piange, anzi. Si lavora sul materiale a disposizione. Chivu sa comunicare, ma senza offendere il club che lo paga. Ha detto pubblicamente di aver avanzato delle richieste alla società per il mercato di gennaio che invece non ha prodotto nulla. In entrata, ma nemmeno in uscita. Probabilmente il mister avrebbe meritato il supporto richiesto per giocarsi appieno le sue carte sino al termine della stagione, ma alla polemica sterile preferisce il lavoro quotidiano sul campo e sinora i fatti dicono che forse il miglior acquisto sia stato proprio lui la scorsa estate per un'Inter capace di rimanere ai vertici dopo il quadriennio pieno di cose targato Simone Inzaghi.
Gli esami, però, non finiscono mai, come diceva il grande Eduardo. Per la Beneamata, il compito di continuare a premere sull'acceleratore per far capire a chi insegue che i cinque punti di distacco non sono una casualità. Domani i tre punti andranno conquistati al Mapei di Reggio Emilia contro il Sassuolo dell'interista Berardi che però troppo spesso si è dimenticato l'affetto per il nerazzurro, segnando sinora otto reti contro la sua squadra del cuore. Classica partita trappola quella di domani, contro una squadra che contro l'Inter si gasa parecchio. In ventitrè gare disputate, il bilancio parla infatti di undici vittorie nerazzurre, due pareggi e dieci sconfitte. Ma nelle ultime nove sfide di campionato, la statistica sorride alla Beneamata che ha vinto sei volte.
Purtroppo i deplorevoli fatti di Cremona priveranno i nerazzurri del tifo più caldo. Chi tira un petardo contro un giocatore non è un ultrà. E' un deficiente figlio dei tempi che non ha capito un cavolo della vita e dei valori dello sport. Il vero ultrà è quello che canta e sostiene senza soste la squadra del cuore. Quello che ci crede anche quando sembra tutto finito, come in Inter-Barcellona della scorsa stagione. Non è giusto demonizzare le Curve, non è giusto impedire le trasferte a prescindere solo perchè si è residenti nella regione ritenuta colpevole. È giusto invece colpire con durezza chi va allo stadio per sfogare le proprie frustrazioni, fregandosene di quanto avviene sul terreno verde. Con la tecnologia a disposizione non sarebbe difficile. Basta volerlo.