Da 'Pietre' a 'Frustrazione'
Era il 1967 quando Antoine cantava questi versi: "Tu sei buono e ti tirano le pietre. Sei cattivo e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, tu sempre pietre in faccia prenderai". Il titolo della canzone era 'Pietre'.
Sono passati quasi 60 anni e la storia, per l'Inter, pare essere esattamente la medesima. Se competi su tutti i fronti fino in fondo ma non porti a casa niente, hai fallito; se lasci qualche competizione per strada ma vinci qualcosa, hai fallito lo stesso. Insomma, non conta il percorso se poi non vinci e non conta la vittoria se il percorso è solo parziale altrove.
Da qualche giorno, ossia da quando il gap con il Milan si è fatto consistente ed è arrivata la contemporanea eliminazione dalla Champions, ne stiamo leggendo e ascoltando di tutti i colori. Ed è bastato pochissimo per far mettere a qualcuno le mani avanti: "Anche in caso di scudetto, non si può uscire col Bodo Glimt. Sarebbe uno scudettino, stagione dunque fallimentare". Gli stessi che rimproveravano i nerazzurri di un presunto eccesso di ambizione lo scorso anno, quando lottarono di fatto su tutti i fronti senza portare a casa nulla.
E allora la riflessione è scontata: non è un fatto di sostanza, ma di colori. A dare fastidio è proprio l'Inter, oggetto di invidia e rosicamento allo stesso tempo. E così non conta se sei buono o se sei cattivo: la sassaiola è sempre pronta a scatenarsi. Stasera il primo atto della semifinale di Coppa Italia a Como, ma già intuiamo la narrazione: coppetta se la squadra di Chivu farà rispettare il pronostico; trofeo irrinunciabile e più ambito sul globo qualora Sommer e compagni fossero eliminati.
'Pietre' cantava Antoine quasi 60 anni fa. Oggi in tanti hanno musicato la loro 'Frustrazione'.