E ora mi tocca rimanere sul trespolo...
Lo ammetto candidamente, anch'io ieri pomeriggio sono salito sul trespolo vestito da aquilotto, convinto che il derby avrebbe potuto dare continuità alla vittoria dell'Inter del venerdì sera. Invece alla fine solo tanto amaro in bocca, equivalente alla gioia della tifoseria giallorossa, in tripudio per un successo che oltre al predominio cittadino vale una fetta abbondante di tricolore. Alla vigilia di questo turno di campionato sapevo che ci sarebbe stata una svolta. In realtà non è cambiato nulla in vetta alla classifica (crollo el Milan a parte, ma ormai non fa più notizia...), e forse è questa la svolta che prevedevo. Sentitvo che il ritorno in vetta per l'Inter si sarebbe consumato in virtù dell'esito del derby romano, convinzione rafforzata dopo il successo sofferto contro la Juventus. Invece no, neanche due giorni di primato e la Roma ha ripreso il comando. Complimenti a Ranieri, bravissimo a gestire le risorse e a prendere decisioni anche impopolari, come le sostituzioni di due capoccia come Totti e De Rossi, uomini derby per eccellenza. E' stato grazie all'abbandono delle gerarchie che il tecnico di Testaccio ha ribaltato una situazione preoccupante, quindi onore a lui per l'ennesimo trionfo di questa seconda parte di stagione.
Dato a Cesare ciò che è di Cesare, non riesco mio malgrado a togliermi dalla mente l'errore dal dischetto di Floccari in apertura di secondo tempo. Un rigore che avrebbe potuto cambiare la stagione di tre squadre: Lazio, Roma e Inter. Forse quel pallone pesava di troppe responsabilità per l'attaccante biancoceleste, ma l'esecuzione non rende merito al suo talento. Poi, siccome la legge di Murphy è sempre valida, ecco dall'altra parte il rigore per la Roma, che Vucinic insacca con insolita serenità. Ma non basta, perché proprio il montenegrino poco dopo scaraventa in porta una punizione violentissima, non certo il piatto della casa. Credo sia la prima volta, a memoria, che l'attaccante (autentico leader di questa cavalcata trionfale giallorossa) vada in gol su calcio piazzato. Ma fa parte di un equilibrio cosmico che sorride ormai da mesi alla sponda giallorossa della città eterna. Tempo fa ne avevo scritto, la dea bendata non dico che abbia voltato le spalle all'Inter, ma di certo oggi le sta più simpatica la Roma. E' da qualche giornata che ai giallorossi la ruota gira nel verso giusto, tra pali (contro di noi) ed errori (Consigli, Floccari...) avversari e l'ottimizzazione quasi perfetta di quanto creato in zona d'attacco.
E' palese come i nerazzurri fatichino oltre modo per andare in gol (vedi contro la Juve), mentre ai capitolini bastino due, tre occasioni per trovare la porta avversaria. Merito della loro lucidità, sia ben chiaro, ma se la sorte non è dalla tua neanche quella è sufficiente. Purtroppo adesso mi tocca rimanere sul trespolo a gufare, perché la situazione me lo impone. Neanche il percorso netto nelle prossima quattro giornate sarebbe sufficiente per portare a casa questo tricolore: è lo svantaggio di chi si trova a inseguire, perché l'esito della corsa non dipende più solo dalle sue capacità. Serve un passo falso di chi sta davanti, e in quest'ottica mi affido al talento di Cassano e alla voglia di Champions della Sampdoria, ospite domenica prossima all'Olimpico. Da parte sua l'Inter dovrà vincere tutte le ultime partite, poi ovviamente sperare in uno stop giallorosso. Brutta posizione, lo ammetto, alla quale non sono abituato da anni. Ma siccome questo scudetto lo voglio, accetterò il compromesso di sedermi davanti alla tv e guardare, facendo i dovuti scongiuri, Roma-Sampdoria. Non è carino, vero, ma il fine giustifica i mezzi...
P.S.: Un'ultima battuta sul gesto di Totti a fine gara. Non credo ci sia motivo di prendersela più di tanto, il capitano della Roma, da leader, ama mettersi in prima linea anche quando c'è da denigrare l'avversario, soprattutto se si tratta dell'odiata Lazio. Non mi aspetto nessuna squalifica nei suoi confronti, ma ricordando la sanzione rifilata a Balotelli (reo di aver applaudito ironicamente il pubblico di Verona perché lo fischiava pesantemente), credo sia giusto che il Pupone apra il portafoglio e faccia beneficenza alle casse della Lega Calcio. Almeno coerenza vorrebbe questo, così come vorrebbe che Tosel guardasse attentamente quanto accaduto nel dopo gara, e fosse severo al punto giusto contro i protagonisti della violenta farsa di fine partita.