.

Evitato José. Ma che freddo fa...

di Maurizio Pizzoferrato

“Ma che freddo fa”, cantava Nada Malanima nel lontano 1969. E che freddo farà in quel di Bodo, l'Inter e i suoi tifosi al seguito lo sapranno il prossimo 18 febbraio, data dell'andata dei playoff di Champions League. Si giocherà con il termometro ampiamente sotto lo zero, sul sintetico, contro chi è riuscito a battere a stretto giro di posta sul suo campo il Manchester City e in trasferta l'Atletico Madrid. Evitato il faccia a faccia con il grande ex José Mourinho, che è riuscito a portare il suo Benfica al barrage grazie all'epica vittoria contro il Real Madrid.

La temibile trasferta norvegese arriverà dopo solo quattro giorni dal derby d'Italia a San Siro contro la Juventus, gara che da sempre per il popolo nerazzurro vale tutto, a prescindere dalle posizioni di classifica. La capolista in campionato con cinque punti di vantaggio sul Milan e nove su Napoli e Roma, sta bene e lo ha dimostrato vincendo anche a Dortmund dove non passa quasi nessuno. Mentre altri non hanno problemi a lamentarsi degli infortuni per giustificare le sconfitte, Cristian Chivu è andato a far piangere il celebre muro giallo privo di Dumfries, Calhanoglu e Barella e lasciando inizialmente in panchina pezzi da novanta come Lautaro e Bastoni. Prova di grande autorevolezza in terra tedesca, in tutte le zone del campo e anche la difesa, finalmente, non ha mai dato l'impressione di poter vacillare.

Purtroppo il blitz non è bastato a entrare direttamente tra le prime otto del maxi girone di Champions. Fatali le beffarde e discutibili sconfitte con Atletico Madrid e Liverpool. Ma non si può non parlare della gara di Dortmund senza soffermarsi sulla prodezza di Federico Dimarco che nel finale di partita ha portato in vantaggio la Beneamata con una punizione alla Mariolino Corso. Un'autentica perla da parte dell'ultrà nerazzurro trapiantato in campo, dotato dal Dio del calcio di un sinistro che fa sognare.

L'Inter è dunque ancora una volta in corsa per arrivare in fondo a tutte le competizioni, compresa la Coppa Italia che mercoledì prossimo vedrà i ragazzi di Chivu impegnati nei quarti contro il Torino. San Siro è in prestito alle Olimpiadi invernali e quindi si giocherà a Monza dove è facile pensare che tre quarti di stadio sarà vestito di nerazzurro. Ma non si può respirare un attimo, perché domani il campionato chiama la squadra a Cremona. Classica gara che se vinci fai il tuo e che invece scatenerebbe fastidiose polemiche in caso di mancato successo.

Il tutto incastrato nelle ultime fasi di mercato che vede il club in posizione di attesa per capire se sia necessario cercare di portare a casa un esterno, possibilmente forte o attendere che torni abile e arruolato Denzel Dumfries, il quale sembra sia in grado di rientrare in gruppo prima del previsto. Ancora tre giorni di attesa e poi sapremo e valuteremo.

Intanto, come detto, la squadra è in lizza per tutti i traguardi. Sarà interessante capire se anche questa volta si cercherà di non tralasciare nulla con il rischio, però, di veder vincere gli altri o se ad un certo punto tecnico e società decidano di privilegiare la conquista dello scudetto, come avvenne nella stagione che ha regalato alla Beneamata la seconda stella. Quest'anno la differenza la potrebbero fare due cose. Le alternative di grande qualità in attacco, vedi Pio Esposito e Bonny e la capacità del mister di saper ruotare i giocatori a disposizione, cose che stanno permettendo alla squadra di essere comunque in grado di vincere le partite a prescindere dalle competizioni e dalla stanchezza fisica e mentale che inevitabilmente condiziona chi è chiamato a scendere in campo ogni tre giorni per vincere, non per partecipare.

Altro aspetto piacevole è la voglia che mostra la squadra quando è chiamata in causa. Tutti danno tutto, per se se stessi e per il compagno. Emblematico come sia stato festeggiato Diouf dopo la realizzazione del secondo gol a Dortmund. Difetti ce ne sono ancora, alcuni probabilmente di difficile soluzione come ad esempio la difficoltà di chiudere prima partite dominate. Ma i pregi e la forza della squadra certificano un cammino che deve solo inorgoglire i tifosi nerazzurri. Ora, testa a Cremona.


Altre notizie
Sabato 31 gennaio