"Fatti i fatti tuoi". Vale anche per il 'tifoso PM spara-sentenze'
"Fatti i fatti tuoi". Sarebbe questa, secondo la ricostruzione de La Repubblica, la frase pronunciata durante lo scorso - discusso - Inter-Roma da chi ricopriva il ruolo di VAR, ovvero Marco Di Bello, al suo assistente AVAR, ovvero Marco Piccinini, mentre segnalava il fallo da rigore di Evan N'Dicka su Yann Bisseck. Una frase che, sempre secondo la fonte anonima del noto quotidiano, sarebbe arrivata "su indicazione del supervisore Andrea Gervasoni", autospeso insieme al designatore Gianluca Rocchi e uno dei cinque indagati dell'inchiesta sul caos arbitrale condotta dalla Procura di Milano che vede inseriti in lista anche i nomi degli addetti al VAR Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Ai quali si aggiunge pure Daniele Paterna, indagato però per false informazioni al pubblico ministero.
La frase in oggetto è grave, specie se contestualizzata al campionato 2024/25 - ricordiamolo ai più smemorati, non vinto dall'Inter ma dal Napoli con il misero distacco di un punto in classifica - al centro dell'indagine in oggetto. Parole ancora più pesanti se si considera che quell'Inter-Roma fu uno degli stop più sanguinosi della squadra di Simone Inzaghi nella corsa al secondo scudetto consecutivo, ma soprattutto se si ricorda che quell'audio, ai tempi, non fu mandato in onda nell'abituale appuntamento di 'Open VAR' sulle reti DAZN. Ma a fine campionato. Sì, avete capito bene: l'audio di un episodio così delicato e cruciale è stato mandato in onda a fine campionato. A bocce ferme. Per "dare meno fastidio" e per non "disturbare la classe arbitrale". Pluricit.
Una versione confermata quasi un anno fa esatto (era il 28 aprile del 2025) da Giorgia Rossi, giornalista di DAZN e allora conduttrice del noto format arbitrale: "Abbiamo chiesto ulteriori immagini per farlo vedere all'interno di 'Open Var', ma non ci sono state fornite", la spiegazione. Rinviata poi comodamente al 26 maggio, quando lo stesso Rocchi si presentava davanti alle telecamere con la (rivedibile) premessa "Non voglio che ci siano speculazioni, preferisco fare ascoltare l'audio" per pulirisi la coscienza e confermare l'errore dell'arbitro Micheal Fabbri e della coppia VAR Di Bello-Piccinini: "In campo la valutazione è il non rigore, al monitor Di Bello sbaglia una cosa, ovvero sul fatto di non concentrarsi su come inizia la trattenuta. N'Dicka ha l'atteggiamento di uno che si disinteressa completamente del pallone, quella è già 'punibilità 100'. Poi chiaro la decisione finale viene influenzata dalla poca sostanza della trattenuta, ma per noi - lo ribadisco - è un rigore da concedere. Il percorso dei ragazzi è lungo, quindi ho detto loro che nel finale di stagione sarebbe stato meglio un OFR in più che in meno, in caso di dubbio. E' il passettino che devono fare i nostri varisti, che sono tra i più bravi, e lo dico con orgoglio".
Un episodio a danno dell'Inter in un momento chiave della stagione che è stato evidenziato anche dal presidente nerazzurro Beppe Marotta nel pre partita di Torino: "Abbiamo visto queste notizie apprese dalla stampa e siamo abbastanza meravigliati - ha sottolineato il numero uno del Biscione a DAZN -. Non abbiamo un elenco di arbitri graditi e non graditi, assolutamente no. Si parla della stagione scorsa dove tra l'altro abbiamo avuto delle decisioni avverse, alcune acclarate dagli organi apicali della CAN, come un Inter-Roma dove non ci è stato dato un rigore che poteva essere determinante per il risultato finale. È un dato oggettivo. Siamo forti della nostra correttezza e della nostra tranquillità".
L'indagine va avanti. Ad oggi nessun club è coinvolto o indagato e sembra tutta una faida interna all'AIA nel quadro generale di una lotta di potere politico del calcio italiano, che dopo le dimissioni di Gabriele Gravina non può neanche contare su un presidente della FIGC. Ognuno faccia il suo: gli inquirenti indaghino, gli altri attendano senza giudicare prima del tempo. "Fatti i fatti tuoi": le parole al veleno di Di Bello a Piccinini valgono anche per te, 'tifoso PM spara-sentenze'.