Giudizio Internazionale
La stagione 2012-2013 si avvia alla conclusione, si avvicina il tempo di bilancio. Manca solo la partita contro l'Udinese, poi dalle parti di Corso Vittorio Emanuele si tireranno le somme a una stagione decisamente negativa. L'Inter si trova al nono posto della Serie A, con la possibilità di arrivare ottava in caso di sorpasso al Catania all'ultima giornata. Ma c'è una differenza tra ottavo e nono posto: in caso di arrivo in nona posizione, l'Inter sarà costretta a fare il terzo turno preliminare di Coppa Italia in agosto, non essendo tra le 8 teste di serie. Una seccatura da evitare.
Ormai manca poco, insomma. Poi Massimo Moratti potrà iniziare a mettere in atto quello che sta pensando per l'Inter che verrà. L'annata disastrosa, perchè così dicono i numeri, è spiegabile con gli infortuni ma non solo. Ma proprio gli infortuni sono una piaga da eliminare in vista dell'anno prossimo. Così Moratti: "La sfortuna puoi averla, ma qualsiasi infortunio è un insieme di fattori. Sto cercando di capire, se sarà solo sfortuna vorrà dire che sono tutti bravi e hanno lavorato tutti bene, tanto meglio". Moratti taglierà qualche testa, c'è sicuramente qualcosa da rivedere nello staff medico e atletico.
Non è però solo un problema di infortuni. Le defezioni pesanti sono iniziate con l'infortunio grave a Diego Milito, il 14 febbraio. Dopo che si è fermato il Principe, sono iniziati i veri problemi e gli infortuni a raffica. Prima del 14 febbraio c'erano stati altri infortuni, come Mudingayi, Samuel e lo stesso Milito. Era però una situazione normale, non straordinariamente sfortunata. La stagione dell'Inter però è finita il 3 novembre, in mezzo ci sono stati tre mesi negativi quasi dimenticati. Sconfitte esterne contro Atalanta, Parma, Lazio, Udinese e Siena, pareggi casalinghi contro Genoa, Torino e Cagliari. Tanti punti persi, poco gioco. La situazione è peggiorata lentamente, fino a degenerare negli ultimi mesi tra infortuni e anche sviste arbitrali.
Moratti riflette e lo dice. Però non è ancora arrivato il tempo dei giudizi. Il giudizio Internazionale infatti sarà a fine campionato. Serve la massima chiarezza, non ci possono essere più dubbi e non ci si può più nascondere. Deve essere chiaro il ruolo dei dirigenti, va sostenuto l'allenatore, serve chiarezza sul modulo e vanno comprati giocatori funzionali. Non è ammissibile pensare a un'idea di gioco e rivozionarla già ad agosto o settembre. Idee chiare, questo serve più di tutto. A partire dal giudizio di fine campionato, quando Moratti finalmente spiegherà come sarà l'Inter del futuro. Chiarezza interna ed esterna, anche per quando riguarda i soci e lo stadio. Servono investimenti e le trattative coi soci stranieri (ora discorsi avviati con il gruppo indonesiani) vanno chiuse il prima possibile. Perché l'Inter è da oltre un anno che parla di stadio e nuovi capitali in società, ma di fatto (cinesi inclusi) non si è mosso ancora niente e lo stadio è un sogno, non un progetto concreto. Moratti riflette, perché non è ancora arrivato il momento di confermare Stramaccioni (come ha detto lunedì) né di dare giudizi (come ha detto ieri): "Abbiamo avuto troppi infortuni per poter dare un giudizio pulito, semplice e facile sul tecnico". Allora prima l'Inter andrà in campo contro l'Udinese, poi inizierà la partita più importante: quella del progetto e della chiarezza.