Gli ex vice campioni d’Europa ai playoff: un decimo posto che fa rumore... degli amici
Gli ex vice campioni d’Europa, per dirla alla Spalletti (si fa per ridere), dovranno passare dalle forche caudine del playoff per provare a continuare il loro percorso in Champions League, ovvero raggiungere quell’ottavo di finale che negli anni inzaghiani sembrava una formalità. Persino con il nuovo format, inaugurato nella passata stagione con tutte le insidie sconosciute del caso. Il 'maxi campionato del tutti contro tutti' produsse nella sua prima, storica edizione esclusioni eccellenti dalla top 8: Manchester City, Real Madrid, ma soprattutto il Paris Saint-Germain, poi trionfatore a Monaco di Baviera. Lo sa bene l’Inter che, sul quarto posto nella League Phase, costruì un percorso glorioso eliminando Bayern Monaco e Barcellona prima di schiantarsi contro la squadra di Luis Enrique in finale. Ma quella è un’altra storia, la storia di un’Inter che da Istanbul 2023 in poi ha dimostrato di potersela giocare con tutti in Europa, a differenza di quella di Cristian Chivu, cannibale con le avversarie medio-piccole, con cinque vittorie in Coppa in otto match, l'ultima ieri a Dortmnd, ma fragile con le grandi potenze d’Europa. Per motivi differenti, non per forza manifestando chissà quale complesso di inferiorità, Lautaro e compagni si sono arresi ad Atletico Madrid, Liverpool e Arsenal, tutti migliori nella cura dei dettagli. Uno score che vale la decima piazza, lo specchio di un’Inter che, senza fare né calcoli né turnover robusti - se si eccettua la vittoria risicata col Kairat - ha evidentemente bisogno di un passaggio in più per tornare ad appartenere all’élite di cui fa parte dal 2022. L’annata del post-Conte, l’allenatore che non è riuscito nemmeno a qualificarsi agli spareggi con il Napoli campione d’Italia, esiliato dal vecchio continente come spesso gli è capitato in carriera. Ma d’altronde non ci poteva aspettare chissà quale colpo di scena nell’ultima, disperata chance di qualificazione affidata al match contro il Chelsea, prima della quale l’allenatore salentino ha affermato che se il campionato cominciasse ora, tutti metterebbero il Napoli tra l’ottavo e il decimo posto. Un po’ come le profezie mediatiche mai esistite che tirò in ballo Cristian Chivu dopo una vittoria col Genoa, quando parlò degli scettici di professione che mettevano l’Inter ottava in campionato sostenendo fosse finita dopo il 31 maggio. A fine gennaio, l'Inter è saldamente prima in Italia e decima in Europa, con all’orizzonte uno scontro molto a Nord col Bodø/Glimt o decisamente romantico con il Benfica dell’ex José Mourinho, che è salito sull’ultimo vagone europeo grazie al gol in pienissimo recupero del portiere Anatolij Trubin nel pazzo 4-2 di Lisbona contro il Real Madrid. Ora la palla passa nel campo neutro di Nyon, dove venerdì andranno in scena gli attesi sorteggi. Un’ultima boccata d’aria europea prima di tornare nella provincia d’Italia, da tempo disturbata dal rumore degli amici e dei nemici, per stabilire i veri obiettivi delle formazioni di vertice da qui a fine stagione.