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Il cannibalismo non va in ferie

di Fabio Costantino

Diverso non significa necessariamente peggiore. Rafa Benitez è diverso da Josè Mourinho, ma ieri sera ci ha dimostrato di poter valere il suo illustre predecessore, almeno in quanto a carattere vincente. Un professore seduto su una panchina che fino allo scorso maggio era di un motivatore, la distanza tra i due sotto certi aspetti è abissale. Ma al di là di chi la guida, l’Inter continua a vincere, perché ormai ha appreso pienamente l’arte. Cannibalismo allo stato puro, la povera Roma forse sperava che i caldi d’agosto potessero colmare il gap tecnico e caratteriale tra le squadre, ma no, nulla da fare. Giallorossi sempre alle spalle dei nerazzurri, pessimo indizio per chi ambisce a una stagione più equilibrata.

L’addio dello Special è l’appiglio a cui le contendenti, Roma compresa, si sono aggrappati per sperare nella caduta degli dei. Ma dopo la finale di Supercoppa, costoro sono gentilmente pregate di resettare le proprie ambizioni. Là davanti c’è sempre l’Inter, che sia agosto, novembre o maggio. E poi, in tutta franchezza, considerato che i nerazzurri la scorsa stagione hanno fatto razzia di trofei in Italia (in attesa di completare l’opera internazionale), questa partita si sarebbe dovuta giocare in famiglia, senza ‘intrusi’ dalla Capitale, usciti sconfitti da tutte le competizioni e quindi non meritevoli di contendere all’Inter il primo trofeo nazionale. Ma vincere senza scendere in campo non sarebbe così piacevole, così come non darebbe altrettanta soddisfazione battere un avversario diverso dalla Roma, tenace all’inverosimile e con una buona (forse eccessiva) dose di presunzione. Bella vittoria, dunque, con qualche automatismo ancora da raffinare, come la difesa alta. Sono certo che Rafa lavorerà a lungo per imprimere il suo credo nella mente dei giocatori.

Probabilmente lo spagnolo preferirebbe dedicarsi alla sua professione lontano dalle luci della ribalta, ma qui all’Inter, in Italia, non sarà posibile. Meglio che si abitui ad avere una telecamenra sempre puntata su di lui, perché anche questa è una forma di eredità lasciata da Mourinho. Contro la Roma il professore ha massacrato il suo block notes di appunti, è rimasto a lungo in piedi a osservare i movimenti dei suoi giocatori, ha confabulato sovente con il suo secondo Mauricio Pellegrino. In pratica, ha mostrato il modo in cui vive le partite. Poi, la chicca che lo riassume: dopo il 2-1 di Eto’o, mentre la squadra era nella metà campo avversaria a esultare, Rafa ha ‘approfittato’ della vicinanza di Chivu (reo di non aver raggiunto i compagni) per dargli altre indicazioni tattiche. Benvenuto professor Benitez, tanto diverso da Mourinho, subito vincente come lui.


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