Il rumore dei nemici e dei trogloditi. Ora è Inter contro tutti: ci aspettano 13 battaglie nell'inferno
La tua squadra del cuore vince con un gol al 90esimo minuto contro una delle sue storiche rivali. Torni a vincere uno scontro diretto dopo tanto tempo. Vinci e allunghi ancora di più in vetta alla classifica. Vedi quel sogno iniziare pian piano ad avvicinarsi.
Basterebbe questo per sentirsi al settimo cielo, eppure la domenica appena trascorsa personalmente è stata davvero dura. Ognuno concepisce lo sport e il calcio in maniera diversa e io non riesco a godermi questa vittoria come avrei voluto.
Il primo pensiero va ad Alessandro Bastoni e alla sua famiglia. L'odio social riversato dai soliti trogloditi, tra l'altro colpendo anche la moglie e la loro piccola bimba, è inqualificabile e indecente. Manifesto di un Paese che non riesce proprio ad evolversi in nessun modo.
Dal fischio finale in poi di Inter-Juventus è venuto giù il mondo. Il gol al 90esimo di Zielinski ha letteralmente fatto saltare il banco, mandando su di giri tutti. E quando dico tutti, intendo proprio tutti. Calciatori, giornalisti, addetti ai lavori, politici e... scrittori.
Tutti hanno dovuto dire la loro, cavalcando le polemiche e alimentando l'odio social contro l'Inter. Perché la moda impone questo, perché per fare like e interazioni bisogna agire in una determinata maniera, fregandosene dei contenuti e dei valori.
Bastoni si lascia cadere troppo facilmente in quell'azione. Kalulu allunga la mano, lui ne approfitta cosciente del rischio e va giù. Ma davvero lo si vuole far passare per il furto del secolo e per l'errore più grave del campionato?
Davvero si vuole paragonare questo episodio con tutto quello che noi interisti abbiamo subito negli ultimi 30 anni? Davvero dobbiamo sentire la morale e la predica di chi per anni ha calcato il rettangolo verde di gioco fornendo un cattivo esempio per sportività e fair play? Davvero dobbiamo sentir parlare di Marotta League quando lo scorso anno si è perso il campionato per un solo punto e tanti episodi penalizzanti?
In Italia si ama fare polemica e si cerca in tutti i modi di non frenare questa catena d'odio. Sui social regna l'ignoranza e l'ignoranza è incontrollabile perché poi sfocia nella violenza verbale. La realtà è che il sistema arbitrale italiano non è all'altezza del palcoscenico della Serie A, che il protocollo Var andrebbe rivisto in gran parte e che al giorno d'oggi i giocatori, quando scendono in campo, cercano di sfruttare le lacune di un regolamento che fa acqua da tutte le parti.
Tutto il resto non esiste. Chi ne fa una questione di tifo si rende semplicemente ridicolo. Perché l'Inter è prima per merito (basta vedere tutte le classifiche dominate dai nerazzurri) e perché l'Inter, nel conteggio finale tra favori e sfavori, è nettamente ancora in credito. Sui social ne stiamo leggendo davvero di tutti i colori, dirigenti e addetti ai lavori stanno cercando di smuovere le acque (con le loro dichiarazioni, con le loro chiamate e con le loro penne) per rendere le prossime 13 giornate di campionato un vero inferno. L'Inter di Chivu è in trincea dal giorno zero, contro tutti e tutto. E nessuno ha la minima idea di togliersi l'elmetto dal capo.