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Inter-Udinese specchio di una stagione. Ora chiarezza sull'allenatore

di Domenico Fabbricini

E ora tutti ad attendere le parole di Massimo Moratti. Solo lui svelerà l'arcano, solo lui potrà mettere la parola fine sul toto-allenatore che dura ormai da mesi e rivelare se Stramaccioni sarà l'allenatore dell'Inter anche nella prossima stagione. Lo ha confermato lo stesso tecnico romano: "So già tutto ma sarà il presidente a parlare". In realtà il presidente aveva già parlato in settimana ma non si era mai sbilanciato troppo, si era limitato a dire che "l'Inter ha un allenatore, lasciamolo lavorare in pace", concetto ribadito da Ausilio, ma non ha mai preso una posizione forte su di lui. Anche Stramaccioni ha usato un linguaggio criptico: "Contano i risultati, so già tutto ma parlerà il presidente". Se dobbiamo leggere queste parole, e vogliamo essere maliziosi, potrebbe sembrare che c'è qualcosa da nascondere, altrimenti perché non ribadire con forza da una parte e dall'altra che si andrà avanti così?

Attenzione, questa è solo una chiave di lettura, un'altra potrebbe essere quella che non c'è nulla da ribadire perché c'è un contratto firmato e si sta già lavorando sulla prossima stagione senza dover dare ulteriori conferme di sorta. Resta poco e lo sapremo. Intanto se davvero vogliamo guardare ai risultati, c'è poco da stare allegri. L'Inter non chiudeva così male in campionato dalla stagione 1993/94 quando chiude 13esima in un girone a 18 squadre. Ma vinse la Coppa Uefa. Quest'anno si è arrivati noni, senza alcuna qualificazione europea. Neanche l'ultima in casa, occasione per salutare i propri tifosi e salvare il salvabile, è servito per ammorbidire una stagione fallimentare. Anzi è arrivato uno dei risultati più pesanti degli ultimi anni: un 5-2 dall'Udinese che non lascia alibi. E' vero che i friulani rincorrevano l'Europa, ma 5-2 in casa è pesante. Per non parlare della prestazione che l'ha accompagnata: errori difensivi, giocatori spaesati, gioco inesistente.

Ora a bocce ferme, in una sorta di anno zero, bisognerà ripartire dai pochi cocci rimasti integri e programmare il futuro, con calma e pazienza. Non ci saranno soldi, d'accordo, ma colpi alla Kovacic, alla Icardi (quando sarà ufficiale) sono quello che questa società può e deve fare, ricordandosi di chiamare F.C. Internazionale. Ovviamente insieme all'allenatore, che aspettiamo tutti di conoscere definitivamente a quale idendità appartiene...


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