L'Abisso in classifica resta, ma questa Inter va rifondata in estate. Sempre la solita storia
Da Inter-Milan a Milan-Inter, la speranza è che la magia non sia finita e che la squadra nerazzurra possa non gettare per strada un campionato dominato fino alla 28esima giornata. Sarebbe un dramma imperdonabile. I sette punti di distanza in classifica sono ancora tantissimi, anche se il calendario ora si fa duro.
Dovrei parlare subito di Abisso, ma preferisco come sempre iniziare a parlare delle colpe dell'Inter e di cosa non mi è piaciuto. Perché le colpe sono tante e, guarda caso, sono sempre le solite.
Le assenze di Lautaro, Thuram, Dumfries e Calhanoglu dal 1' non mi fanno cambiare idea perché anche con loro in campo, la musica è sempre stata la stessa. In estate bisogna effettuare a tutti i costi una rivoluzione mentale-tecnica di una squadra che puntualmente perde sempre le stesse partite e sempre allo stesso modo.
A livello caratteriale questa Inter è debole nelle partite che contano. Accade puntualmente con Napoli, Juve e Milan da anni. E non può essere un caso. Vanno inseriti giocatori con una personalità e mentalità diversa, in grado di stravolgere la squadra. La sensazione è che comunque diversi giocatori siano proprio a fine ciclo. Vincere il 21esimo e salutarli in questo modo sarebbe bello, ma poi le strade si devono assolutamente separare.
Bisognerà però passare anche dal campo, perché diciamolo, questo il 3-5-2 dell'Inter è stato bellissimo da vedere, ma ora anche basta. Si può giocare anche in un altro modo, si deve provare e Chivu forse lo ha già capito. Ma non oggi, dal Mondiale per Club. Ma non è stato mai ascoltato e assecondato dalla dirigenza.
Tecnicamente paghiamo l'assenza di un giocatore in grado di saltare l’uomo e creare scompiglio. Nell'ultima parte di gara abbiamo visto i soliti cross effettuati con la speranza di una deviazione, mentre le altre squadre si difendono bene e piazzano il pullman davanti alla propria porta. Siamo anche prevedibili e se poi sbagliamo anche gol clamorosi come quelli di Mkhitaryan e Dimarco...
E poi c'è il Var e la prostituzione intellettuale che puntualmente torna ad essere protagonista nel modo made in Italy di parlare di calcio. Vanno spiegate due cose. La prima è semplice: perché Bisseck in Inter-Lazio sì e Ricci in Milan-Inter no? La seconda è altrettanto semplice: può ancora Abisso ricoprire un ruolo così importante nel sistema arbitrale italiano?
La speranza è che si faccia chiarezza, ma non per una questione di tifo o di tornaconto personale (come fanno tanti), ma per migliorare il calcio italiano e rendendolo più trasparente possibile. Perché è incocepibile assistere a 10 partite di campionato e vedere decisioni diverse in ogni singola partita. Con la speranza che gli audio e le risposte vengano fornite subito e non a fine stagione o senza la possibilità di ascoltare cosa si sono detti arbitro e sala Var in quei pochissimi secondi di gestione. Eppure era un Milan-Inter, eppure era il 95esimo minuto, eppure siamo nella Marotta League...