L'Inter di Chivu e la nuova capacità di soffrire
Dopo la vittoria del Milan a Cagliari, l'Inter di Cristian Chivu inizia il nuovo anno con un potenziale primato solitario in classifica. Il blitz di Bergamo ha regalato tre punti pesantissimi ad una squadra che sinora, sia in campionato che in Champions League, non ha ancora pareggiato. E così le quattro sconfitte maturate entro i confini nazionali, appaiono meno gravi a fronte di ben dodici vittorie per la Beneamata che deve ancora recuperare la gara interna contro il Lecce, non disputata a causa della sfortunata presenza a Ryad nelle final four di Supercoppa. Contro l'Atalanta, nella bolgia della New Balance Atena, l'Inter ha finalmente vinto quello che poteva considerarsi un big-match, anche se gli orobici, al momento, non fanno parte del lotto in grado di competere per i primissimi posti.
La vittoria è arrivata con due interpretazioni diverse della gara. I nerazzurri hanno proposto il solito dominio per buona parte del match, con la colpa però di non aver chiuso la contesa per il reiterato mancato cinismo in zona gol nei momenti chiave della sfida, nonostante l'Inter abbia il miglior attacco del campionato. E non va dimenticato che il meritatissimo vantaggio firmato al minuto sessantacinque dall'implacabile Lautaro Martinez sulla intelligente imbeccata di Pio Esposito, entrato in campo da pochi secondi, sia scaturito grazie ad un grande regalo natalizio dell'atalantino Djimsiti. La seconda versione interista a Bergamo si è vista nell'ultima porzione di gara con Atalanta tutta in avanti alla ricerca del pareggio e la squadra di Chivu rintanata nella sua metà campo a difesa del risultato. E negli ultimi sei minuti il mister nerazzurro ha tolto Lautaro per far posto a Diouf. 5-4-1 dunque per non lasciare spazi all'avversario che ha comunque sprecato una grande opportunità con Samardzic. Nella conferenza del dopo gara, Chivu ha sottolineato come la sua squadra si fosse colpevolmente abbassata troppo, ma la decisione di chiudere il match con una sola punta era stata presa anche a Marassi contro il Genoa, dopo il gol di Vitinha che aveva riaperto una gara che pareva strachiusa a favore della Beneamata.
Sembra dunque che il tecnico romeno voglia inculcare ai suoi anche la capacità di poter vincere le partite con il minimo scarto, sapendo soffrire con determinazione quando sia necessario. Esistono anche gli avversari, in certi momenti e su certi campi a volte non basta essere più forti, sapendo di esserlo, per portare a casa i tre punti. Spesso è necessario dimostrarlo anche con una buona dose di umiltà e con una concentrazione feroce quando la clava diventa più importante del fioretto.
Domani a San Siro arriva il Bologna, una sorta di bestia nera per l'Inter. Come dimenticare la sconfitta che nel 2022 costò uno scudetto poi vinto dal Milan. Come dimenticare il ko maturato all'ultimo respiro nel finale della scorsa stagione, quando, sempre al Dall'Ara, una rovesciata di Orsolini propiziata da una rimessa laterale irregolare, regalò i tre punti agli emiliani. E anche nella strepitosa annata nerazzura condita dalla seconda stella, il Bologna eliminò l'Inter dalla Coppa Italia sbancando il Meazza in rimonta ai supplementari. La sconfitta ai rigori a Riad nella semifinale di Supercoppa, è storia recente. Tocca assolutamente quindi invertire subito la tendenza, perchè abbiamo capito che con ogni probabilità questo campionato si giocherà in testa punto a punto sino alla fine.
San Siro annuncia il primo sold-out del nuovo anno, il popolo nerazzurro, come sempre, non lascerà sola una squadra che da sei anni compete per vincere e qualcosa nella bacheca di Viale Liberazione è arrivata, comprese due finali di Champions League in tre anni. Ora a guidare la truppa c'è il signor Cristian Chivu che, secondo qualcuno, non avrebbe mangiato il panettone, come si dice il gergo per gli allenatori che non riscuotono credito. Ma il mister non ascoltato giudizi frettolosi e superficiali, di moda quando si parla di Inter. Cristian Chivu si è messo a lavorare, proponendo le sue idee al gruppo, riuscendo però a capire che sarebbe stato deleterio non dare continuità ad una esperienza che non poteva considerarsi al capolinea solo perchè nella scorsa stagione non si è vinto nulla. L'Inter è comunque stata sul pezzo sino alla fine su tutti i fronti, cosa che riesce solo ai grandi club.
Gennaio, tempo di mercato. Qualcosa si muove, vedremo alla fine della sessione se applaudire le mosse della dirigenza. Intanto sotto con Inter-Bologna. Per riprendersi il primo posto in classifica.