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La Coppa Percorso non esiste. Le emozioni sì

di Simone Togna

Se l’Inter dovesse chiudere la stagione vincendo lo scudetto sarebbe una stagione più che positiva.

Se i nerazzurri dovessero centrare la doppietta campionato e Coppa Italia l’annata diventerebbe ottimale.

Per quanto mi riguarda però – non prendetemi per pazzo – continuo a ritenere quanto accaduto l’anno scorso, con Inzaghi in panchina, qualcosa di assolutamente emozionante. Da applausi e da prendere come esempio, a prescindere dai risultati finali.

Certo che vincere uno, due o tre titoli, rispetto a nessuno, fa tutta la differenza del mondo. Ma il festeggiare alla fine conta per i tifosi, che giustamente sono la parte di pancia dell’universo calcistico. Gli addetti ai lavori, che si tratti di calciatori, giornalisti e dirigenti, secondo me devono comunque analizzare tutto il contesto e non soffermarsi solo ed unicamente sui trofei conquistati.

La coppa percorso non esiste. Ma le emozioni che chi segue l’Inter ha provato pochi mesi resteranno per sempre impresse nell’immaginario collettivo nerazzurro. Probabilmente si è visto il miglior calcio italiano da oltre vent’anni a questa parte. E nonostante amarezza e delusioni finali totalizzanti, in Viale della Liberazione devono essere comunque fieri di quanto accaduto.

Certo, oggi sei il favorito numero uno per vincere lo scudetto. E magari anche la coppa nazionale, questo va detto. E nonostante i 7 punti di vantaggio sulla seconda, viene continuamente criticato. E sapete una cosa? Io credo che per certi versi sia anche giusto così. Mi spiego meglio. Se si tratta di critiche costruttive – e non di cag*** scritte solo per sminuire la tua forza, come se provenissero da un rosicamento interno di vorrebbe essere e non è - queste possono essere utili, si può trarne beneficio, anche perché se le superi, diventi più forte. 

Sinceramente che i nerazzurri siano usciti anzitempo in Champions League e abbiano perso in Italia qualche punto di troppo negli scontri diretti è un dato di fatto. La sensazione, supportata da altri risultati oggettivi, è che Lautaro e compagni sarebbe potuti andare più avanti in Europa. E sicuramente avrebbero potuto vincere contro il Milan o il Napoli.

Ma ormai quel che è stato è stato. E ha ragione Bisseck quando dice: “Pazienza perdere due derby se vinco lo scudetto”. Una frase che sui social è stata interpretata come arrogante, ma che in realtà rispecchia un pensiero di tutti gli interisti, nessun escluso. Attenzione, non significa essere convinti di aver già vinto il 21° titolo, solo che non conta nulla perdere col Diavolo se poi a maggio vai in Piazza Duomo.

E comunque questo stare sempre sulla corda per i nerazzurri può anche andare bene. La Juventus, che di scudetti di fila ne ha vinti nove, da tempo spera di centrare un limitativo quarto posto. Se l’unica cosa che conta è vincere, allora si può sostenere che attualmente la storia bianconera sia in flessione visto che ci si accontenta di piazzamenti onorevoli ma non da primi della classe?

E che dire del Milan? Pioli aveva vinto un campionato (grazie anche a qualche errore a proprio favore e contro l’Inter di cui nessuno parla) sino ad arrivare in semifinale di Champions, dove i suoi sono stati fortunati nel non perdere 10-0 tra andata a ritorno nella stracittadina europea. Poi però, nonostante un secondo posto, l’ex tecnico rossonero è stato cacciato per aver perso 6 derby di fila. Hanno cercato di imitare l’Inter di Inzaghi, con un mister che potesse coniugare gioco e risultati, senza evidentemente riuscirci con Fonseca e Conceição. E ora, dopo aver fatto peggio in Supercoppa e in Coppa Italia dei mister portoghesi Allegri – che è uno che capisce di calcio e che sa perfettamente gestire un top club – è comunque secondo in classifica. E il gioco della sua squadra è comunque tutto tranne che spumeggiante. Ma viene esaltato perché ha battuto l’Inter.

Sicuramente i rossoneri hanno meritato contro l’Inter, ci mancherebbe. Qualora dovessero vincere la seconda stella recuperando i nerazzurri meriterebbero solo complimenti, attenzione. E in campionato comunque, visti i risultati, hanno fatto notevolmente meglio dello scorso anno. Ma se due anni fa erano inviperiti con Pioli, la cui colpa era stata quella sostanzialmente di non competere contro la corazzata nerazzurra – e di avere la sfortuna storica di perdere il derby scudetto del 22 aprile -, adesso come possono esaltarsi nel vedere il tipo di gioco rossonero? E comunque i nerazzurri davanti in classifica nonostante gli ingenti sforzi nel mercato estivo e invernale? Sarà mica qualche stracittadina girata bene che ti può far essere felice per una possibile annata da zero titoli e forse pure da zero competitività in tutte le manifestazioni affrontate?

Si deve sempre argomentare. E soprattutto contestualizzare. Ma a me sembra sempre di più che ci sia un club solo in Italia che punti – come giusto che sia per blasone e possibilità – a competere il più possibile (e se qualcosa non funziona, giustamente gli errori si fanno notare), mentre dalle altre parti, tra scuse, provincialismo, tifosi col microfono in cerca di visibilità per due like sui social, raccontino una realtà distopica che poi puntualmente a fine anno chiede il conto.


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