Lacrime, gioia e orgoglio: siamo in finale!
Fiume di lacrime negli occhi dei tifosi nerazzurri, lacrime che stanno a testimoniare la gioia dopo le mille sofferenze di questi anni. Anni di attesa per poi piano piano esplodere nell’urlo liberatorio di un traguardo agognato e desiderato per 38 lunghi anni. Un’Inter così non si era mai vista, più precisamente l’ultima generazione di tifosi interisti non avevano avuto la possibilità di assistere ad una finalissima di Champions League. Il traguardo è di quelli da rabbrividire, le maglie dell’Inter coloreranno il prossimo 22 maggio lo sfondo blanco del Santiago Bernabeu. Ma ciò che riempie il cuore del mondo interista è l’empatia con la propria squadra e con il suo allenatore. Zanetti e compagni si muovono con un’armonia e un sincronismo particolare, sembra quasi che ogni giocatore si legga nel pensiero.
Lo dice Mourinho: “Amo questi colori e i tifosi dell’Inter come non ho mai amato nessuna tifoseria”, forse perché i tifosi nerazzurri hanno qualcosa in più. Hanno sofferto tanto e hanno conosciuto tante sconfitte per questo sanno assaporare come pochi il gusto della vittoria soprattutto se raggiunta con sofferenza e spirito di sacrificio. Eccola la particolarità dell’interista, ha una capacità di amare la maglia ed esserne attaccato che pochi altri tifosi hanno, per questo l’affetto nei confronti di come loro onora il nerazzurro raggiunge livelli altissimi. Ecco quello che è scoccato tra Mourinho e gli interisti. Mou, uomo forte, schietto e capace di mettersi contro il mondo. Insomma l’uomo giusto per l’ambiente interista, l’uomo che ha fatto innamorare la Curva nord e che ha riportato l’Inter nell’elite d’Europa 45 anni dopo. E’ amore, un amore che non si può tradire, che va rispettato, come la corsa di Josè ad abbracciare virtualmente i 5000 nerazzurri del Camp Nou nonostante le resistenze patetiche di Valdes e i 90000 blaugrana in perenne crisi isterica da eliminazione. E’ L’Inter che non si può non amare, quella delle sorprese, sempre incapace di mezze misure. Come ognuno di noi abbia vissuto la partita è un mistero che rimarrà nei nostri cuori per sempre. Ma dopo le emozioni vissute sul campo durante questi estenuanti, eroici, epici 94:20 minuti, ognuno di noi nerazzurro nel sangue ne è uscito in maniera diversa.
Alzi la mano chi di noi non si è commosso guardano il sorriso di Moratti che ogni tanto rivolgeva lo sguardo al cielo, dove anche suo padre Angelo, Peppino Prisco e il grande Giacinto Facchetti avranno tifato per lui, chi non ha pianto accompagnando la corsa di Mou per il Camp Nou quando ha deciso di segnare il territorio colonizzando Barcellona con la bandiera nerazzurra, chi non ha incitato e ringraziato ogni giocatore ieri in maglia bianca mentre commosso al fischio finale abbracciava i compagni e baciava il manto verde di Barcellona, chi non ha esultato nel sentire Mourinho dire che si è innamorato di noi, tifosi interisti, imperfetti, criticoni e rompiscatole ma con un cuore grande come nessuno!
Filippo Tramontana