Le aquile sul trespolo
Ci sono alcune serate dove sembra che niente, ma proprio niente, vada per il verso giusto. Serate come quella di ieri, dove l’Inter, in superiorità numerica per quasi tutta la gara, tentava, senza successo, di abbattere la muraglia bianconera. Serate in cui vedi Diego Milito e Samuel Eto’o sbagliare gol in quantità industriale e allora ti convinci che la porta di Buffon è stregata, come protetta da un doppio vetro che non fa passare nulla. Ma qualche volta, queste serate si trasformano come per incanto in sere magiche, quelle che ti regalano una gioia infinita. Basta un attimo, un episodio, un singolo gesto.
Arriva il momento infatti in cui Douglas Maicon, appena fuori area, raccoglie una deviazione di testa della difesa bianconera e in un istante tira fuori una magia: stop, sombrero ad eludere l’intervento in chiusura di Amauri, altro stop e tiro fulminante, che si insacca lì, dove Buffon proprio non può arrivare. E’ gol, l’incantesimo si spezza, San Siro vibra pazzo di gioia per questa straordinaria rete di un difensore che ultimamente si sta divertendo a riscrivere i canoni del gol-spettacolo, come testimonia anche la rete segnata all’Udinese. Il pubblico interista può finalmente tirar fuori quell’urlo troppe volte ricacciato in gola fino a quel momento.
In quel momento la Juve va k.o.: Balotelli potrebbe far venir giù definitivamente il “Meazza” con una punizione che si stampa sull’incrocio dei pali, poi arriva, in pieno recupero, la correzione vincente di Eto’o che capitalizza al meglio l’assist involontario di Muntari. Sì, adesso è fatta, la vittoria è assicurata, e allora il tifo nerazzurro, che nel corso della gara ha mostrato striscioni in difesa della memoria imperitura di Giacinto Facchetti, può scatenarsi lanciando il coro “Serie B, Serie B”, giusto per ricordare alla squadra avversaria (non ai tifosi, assenti ieri) un passato ancora troppo recente per loro e del quale sulla sponda nerazzurra del Naviglio non si hanno e non si avranno mai tracce.
L’Inter opera il controsorpasso ai danni della Roma; purtroppo è ancora un esito parziale, perché domenica i giallorossi di Ranieri giocheranno il derby con la Lazio. Mentre la squadra rivolge testa e gambe al big match di martedì col Barcellona (nel quale, ci si augura, i nostri attaccanti possano avere una mira migliore), tutti i tifosi nerazzurri potranno nel frattempo fare quello che tanti altri hanno fatto negli ultimi anni nei nostri confronti: salire su un bel trespolo e iniziare a fare i gufi (in questo caso, le aquile, come il rapace che campeggia sullo stemma della Lazio). Chi lo sa, forse noi riusciremo a essere più potenti degli altri…