Non è finita
"È uno scudetto, è il mio lavoro. Come lo era da giocatore, lo è anche da allenatore. Cerchiamo di seguire i sogni che avevamo da bambini, ce ne sono ancora tanti, quindi non è finita". Parole e musica di Cristian Chivu, che non si scompone dopo il tricolore conseguito al primo tentativo sulla panchina dell'Inter.
Un campionato tribolato, tutt'altro che semplice come lascerebbe dedurre la classifica attuale. Un tricolore vinto con largo anticipo e larghissimo margine sulle dirette rivali, ma non è stata una passeggiata di salute. Premesse cupe, avvio horror, varie complicazioni. E poi voci, rumors, cattiverie, illazioni, accuse. Ed errori arbitrali. Tantissimi e gravissimi errori arbitrali. Ma eccoci qui, col 21 stampato sul petto e impresso nel cuore.
Chivu, però, sa che il suo lavoro è appena all'inizio. Sarà anche un semi-esordiente, ma ha saputo timonare la nave nerazzurra anche nella burrasca ed è riuscito nell'impresa di superare colleghi ben più esperti e quotati come Conte, Allegri e Spalletti (arrivato alla Juve quando i bianconeri erano a -3 dai nerazzurri, mentre oggi sono sprofondati a -17).
L'ambizione è quella di continuare a crescere e restare competitivi al massimo, utilizzando questa stagione come trampolino di lancio. Il rinnovamento sarà certo, anche corposo considerando i tanti adii previsti in rosa. E Chivu sarà lì, in panchina. Dopo aver conquistato uno degli scudetti meno prevedibili della storia interista, il tecnico romeno è pronto a inseguire altri sogni. Quelli che si hanno da bambini. No, decisamente non è finita.