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Olimpiadi, San Valentino e Derby d'Italia

di Maurizio Pizzoferrato

Con il cuore gonfio di gioia ed emozione per le imprese azzurre alle Olimpiadi, da brividi l'oro di Federica Brignone in supergigante dopo solo dieci mesi dal terribile infortunio che l'aveva colpita, torniamo a concentrarci sul campionato di calcio che vede la Beneamata fiera capolista. E di concentrazione si deve soprattutto nutrire la squadra visto che questa sera all'Olimpico, scusate a San Siro, arriva la Juventus. Derby d'Italia, dunque, contro la rivale storica che la maggioranza dei tifosi dell'Inter non milanesi considera la 'nemica' principale, con il Milan a inseguire. Derby d'Italia nel giorno di San Valentino, gli interisti amano alla follia la loro squadra, al Meazza saranno pronti a palpitare per i colori del cielo e della notte.

L'Inter di Cristian Chivu arriva a uno degli appuntamenti più attesi della sua storia con cinque punti di vantaggio sulla seconda vestita di rossonero che ieri sera ha vinto, come da pronostico, a Pisa. La Juve dell'ex Spalletti è attardata di dodici punti dalla vetta, la lotta scudetto non dovrebbe più interessare i bianconeri, ma sappiamo che domani sera andrà in scena la classica sfida che sfugge alle logiche della classifica. L'Inter non batte la Juventus da più di due anni anche se quel successo va sempre ricordato con orgoglio, visto che fu fondamentale per la conquista dello scudetto sinonimo di doppia stella.

Dopo la cinquina rifilata al Sassuolo, Chivu ha avuto la possibilità di preparare la supersfida lavorando con continuità alla Pinetina senza l'incombenza di altri impegni che invece torneranno a imperversare già da mercoledì prossimo, quando l'Inter si proietterà nel gelo norvegese di Bodo/Glimt per l'andata dei playoff di Champions League. Senza dimenticare che il 3 marzo, pochi giorni prima del derby con il Milan, i nerazzurri saranno impegnati anche nell'andata delle semifinali di Coppa Italia contro un Como che ormai non vuole più porsi limiti. Contro la Juve tornano a disposizione pezzi da novanta del centrocampo nerazzurro come Barella e Calhanoglu, ma le prestazioni di Zielinski e dello stesso Sucic offrono al mister la possibilità di scegliere chi mandare in campo senza forzature a conferma della bontà di una rosa che può contare su alternative competitive in tutti i reparti e non solo in attacco.

Come detto, il divario in classifica non deve però illudere l'Inter e gli interisti. La Juventus ha dei giocatori in grado di fare la differenza, Yildiz su tutti. Spalletti è un allenatore che può annoverarsi tra i top e i bianconeri, quando affrontano l'Inter, si armano di motivazioni feroci. All'andata ricordiamo la beffarda sconfitta per 4-3 patita all'ultimo respiro per un tiro da casa sua del giovane Adzic. Ad un quarto d'ora dalla fine l'Inter conduceva per 3-2. Era la terza giornata di campionato, una settimana prima i nerazzurri erano stati battuti in casa dall'Udinese, il Napoli campione d'Italia si trovava già a più sei e sulla testa di Cristian Chivu iniziavano a incombere nuvoloni più neri che azzurri.

Dopo quella triste serata il mister, che nel post gara fece tremare lo spogliatoio stigmatizzando la gestione del finale di partita, ha iniziato a far marciare i suoi come un rullo compressore. Per l'Inter tutte vittorie, tranne le sconfitte nel derby e a Napoli e il pari, ancora con il Napoli ,a San Siro. Ecco tornare il discorso sull'incapacità, al momento, di imporsi nei big-match. Discorso che interessa giustamente il tifoso che vorrebbe sempre prevalere contro le squadre rivali, ma i campionati si vincono battendo tutte le  cosiddette medio piccole e da questo punto di vista la banda Chivu è una sorta di macchina da guerra. Da sottolineare anche che l'Inter nei famigerati scontri diretti, non ha mai perso senza fare la prestazione. Sono stati soprattutto gli episodi a condannare i nerazzurri che questa sera hanno la grande occasione per invertire la tendenza. 

Inter-Juventus sta per iniziare. Storia d'Italia, non solo calcistica. Rivalità ai massimi livelli che tocca punte aspre per vicende extra campo che ancora fanno discutere. San Siro si accende e pochi giorni dopo la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, manderà ancora una volta a letto con il rimorso chi ha deciso che il Tempio vada abbattuto.


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