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Pareggio in campo, vittoria in panchina. Match point fallito ma va bene così

di Raffaele Caruso

A partire dalla scorsa stagione, l’Inter non ha vinto alcuna delle 13 sfide contro Napoli, Milan e Juventus considerando tutte le competizioni. La base di partenza di ogni discorso è tutta qui. Eppure l'Inter è la più forte e gioca il calcio migliore in Italia da anni. Il dato resta impressionante. E non può essere una casualità. 

C'è delusione e rammarico perché l'occasione era ghiotta e a pochi minuti dalla fine della partita eri in vantaggio. E lo sei stato per due volte nell'arco della partita. Vincere oggi, andare a +5 sul Milan e a +7 sul Napoli, con il calendario che ci attende, poteva essere il trampolino di lancio per una fuga importante verso il tricolore. 

Qualcuno vede il bicchiere mezzo pieno, qualcun altro il bicchiere mezzo vuoto. La verità sta nel mezzo. La delusione ci deve essere, era una vittoria da portare a casa per l'epilogo della passata stagione e per quello che era accaduto all'andata. Ma in quanti avrebbero firmato al fischio finale di Napoli-Inter o di Inter-Milan o di Juve-Inter di questa stagione per trovarsi primi in classfica il 12 gennaio a +3 sul Milan e a +4 sul Napoli? Parecchi, se non tutti. 

C'è però una vittoria che non va dimenticata. Quella in panchina. Rigore inventato all’andata sul risultato di 0-0 per un contatto di Mkhitaryan su Di Lorenzo. In campo e nel post partita Chivu non si lamenta e parla di calcio. Conte, invece, fa il fenomeno in campo e fuori dal campo, attaccando il collega, solo perché ha vinto. Nella gara di ritorno viene concesso un rigore netto su Mkhitaryan. Sì, proprio quel Mkhitaryan. Conte protesta, va su di giri, insulta la terna arbitrale e viene espulso. Nel post partita Stellini fa anche peggio, inventandosi una scusa incredibile e spostando l'attenzione su altro. 

L'incoerenza è la parola d'ordine nello stile comunicativo di Conte, questo non lo scopriamo oggi. Così come l'incoerenza regna sovrana tra gli addetti ai lavori che avevano parlato di un'Inter ridimensionata in estate, tanto da rischiare di non rientrare tra le prime 4 del campionato. Lo scenario del 12 gennaio non è assolutamente scontato. C'è sempre da migliorare, ma per ora il musetto in avanti è solo uno. Nerazzurro. 


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