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Perisic, Esposito e il mondo dove vale tutto

di Simone Togna

La scorsa settimana avevo sponsorizzato il possibile ritorno di Ivan Perisic all’Inter, dando per primo la notizia – poi direi più che confermata – che in Viale della Liberazione ci stessero pensando eccome. Oggi aggiungo, anzi ribadisco, che è giusto cercare un profilo di un calciatore forte, indipendentemente dall’età. E che quindi auspico per Chivu che possano arrivare un paio di giocatori in grado di alzare il livello medio della squadra.

Poi certo, gli acquisti in prospettiva vanno sempre bene, visto che è giusto puntare su talenti dall’avvenire più che roseo, altrimenti non ti ritroveresti in squadra quello che potrà tranquillamente essere il 9 della nazionale italiana per i prossimi 10 anni. Ma quanto è forte Pio? Finalmente, dopo Balotelli e Dimarco, i nerazzurri ma pure tutti i tifosi azzurri, possono ammirare un canterano con doti incredibili. Parliamo di un ragazzo che può arrivare lontanissimo. Non deve montarsi la testa, né credere di essere già arrivato. Pure chi gli sta vicino deve fargli capire che oggi non è ancora nessuno, calcisticamente parlando, ma anche che con l’abnegazione mostrato, la fame di vittoria, l’umiltà con cui si allena quotidianamente potrà raggiungere grandi traguardi. Per quella che dovrebbe essere la felicità di tutto un movimento, a prescindere dal colore della maglia.

Facile scrivere che la pausa delle nazionali dia fastidio, ancor di più poi lamentarsi che l’Italia, reduce da due esclusioni consecutive per al Mondiale, rischi di non partecipare alla grande competizione globale rovinando la nostra estate. Le opinioni però non devono essere a convenienza. Il tifo veramente è qualcosa che mette le fette di salame sugli occhi. E se unito poi a invidia e frustrazione genera pensieri che definire opinabili e di cattivo gusto è poco.

Un po’ per come si è parlato negli scorsi giorni di Inter-Napoli. Si è arrivati al paradosso che un rigore netto, che Doveri avrebbe dovuto fischiare in presa diretta, venga contestato. O meglio, siccome è oggettivo che fosse penalty, adesso l’obiezione è di cambiare il regolamento. Io posso anche essere d’accordo su questa cosa, mi va benissimo. Cambiamo il regolamento. Ma siccome lo step on foot è un’infrazione codificata da anni, perché mettere in dubbio la sua efficacia proprio dopo la partita tra nerazzurri e partenopei? E cercare di alzare sempre e comunque su un polverone? Ieri ti lamentavi di un rigore non concesso e poi “rosichi” perché è stato giustamente applicato il regolamento? Cioè a seconda di dove ti fa comodo vanno pure bene eventuali torti? Ma non scherziamo proprio.

Se a questo ci aggiungiamo le fake news sui riposi delle squadre (basta informarsi e prendere una calcolatrice) o le lamentale di certi tifosi col microfono in sofferenza per i risultati ottenuti dai propri beniamini, emerge un mondo dove sembra valere tutto. Ma non deve essere così. 


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