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PioLa e Luigi Enrico: chi lo doveva dire. Pisa più importante dell'Arsenal

di Raffaele Caruso

Calendario alla mano, quella di Udine era una trasferta trappola. Sulla carta l'Inter aveva l'impegno più difficile di questa giornata, rapportata alle sue inseguitrici, e alla Dacia Arena è arrivata un'altra grande prova di forza da parte dei nerazzurri. Un primo tempo dominato, 60-65 minuti disputati e controllati da grande squadra. Leggera sofferenza nel finale senza però concedere palle gol ai tuoi avversari.

Tutto a tre giorni di distanza da un'altra partita, in un mini ciclo che ti vede in campo 4 volte in 10 giorni. L'Inter di Chivu continua a dominare questo campionato, nei numeri e nelle prestazioni. Con sorprese anche importanti. Difficile, ad oggi, non considerare Esposito e Lautaro la coppia più bella vista in campo nelle ultime partite: dal Lecce all'Udinese, sono loro due ad aver regalato 6 punti pesantissimi alla squadra negli ultimi 180 minuti della stagione. g

Quello che colpisce è l'intesa tra i due giocatori. Uno fa a sportellate, gioca da pivot e continua a confezionare assist per l'altro (sono 4 per Lautaro, gli stessi di Lukaku nella sua carriera nerazzurra). L'altro, nonostante qualche fisiologico passaggio a vuoto, continua a segnare e ad essere leader in tutti i sensi. La PioLa, come ribattezzata dai tifosi sui social, è una grande coppia d'attacco. Thuram e Bonny sono avvisati.

Dopo la partita della Dacia Arena, pian piano, tutti iniziano a svegliarsi anche su Luis Henrique. Il brasiliano è in continua crescita. Difensivamente c'è sempre stato, resta da capire quanto sia chiamato ad autogestirsi dallo staff tecnico perché alle sue spalle non c'è nessuno all'altezza (Diouf adattato, Darmian scomparso).

Luigi Enrico, se vogliamo italianizzare il suo nome, tratta la palla con una naturalezza e qualità invidiabile. Non trema e gioca sempre la palla a terra. Margini di miglioramenti ci sono, ad esempio potrebbe andare di più sul fondo ed essere più cattivo negli ultimi metri. Ma è sempre in continuo movimento, si propone, si fa vedere, si inserisce. Non sarà Hakimi, ma non è nemmeno paragonabile a Dalbert come qualcuno ha cercato di fare.

Ora l'Inter è attesa da altre due partite ravvicinate. Entrambe a San Siro. Una contro l'Arsenal e l'altra con il Pisa. E per assurdo la seconda è più importante, seppure a San Siro sta per sbarcare la squadra più forte del mondo (prima in Champions e prima in Premier). Se da un lato l'Inter ha ancora la possibilità di qualificarsi direttamente agli ottavi di finale di Champions (potrebbero bastare 4 punti nelle ultime due contro Arsenal e Borussia), venerdì sera contro il Pisa l'Inter potrebbe allungare sulle rivali che si sfideranno tra loro: Juve-Napoli e Roma-Milan sono infatti in programma nel prossimo weekend.

Sicuramente l'Inter potrebbe allungare, in caso di vittoria, su due squadre. Se non su tutte quattro in caso di due pareggi. L'occasione è troppo ghiotta per cercare di scappare ancora di più in vetta alla classifica. Ma una grande squadra non lascia nulla per strada. In Europa, dopo i ko contro Atletico e Liverpool (arrivati entrambi all'ultimo minuto), l'Inter vuole rialzare la testa. E contro i più forti al mondo servirà un'altra grande notte. Un'altra notte da Inter.


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