Questa Inter è garanzia di continuità
Che stagione per i tifosi dell'Inter. Campioni d'Italia per la ventunesima volta, decima Coppa Italia conquistata e siccome il calcio è bello e popolare anche per le rivalità, felicità del popolo nerazzurro per la clamorosa mancata qualificazione in Champions League delle due “nemiche storiche” Milan e Juventus. La Beneamata, scudettata con tre giornate d'anticipo, ha terminato la maratona chiamata campionato con il divertente e un po' rocambolesco pareggio di Bologna. Gara che ha consacrato ulteriormente l'MVP del torneo Federico Dimarco, autore dell'ennesima prodezza balistica e portato alle cronache Andy Diouf, protagonista dell'azione che ha partorito il sigillo di Pio Esposito e che poi si messo in proprio realizzando con prepotenza la rete del pareggio. Ora le meritate vacanze, anche se qualche importante giocatore nerazzurro si proietterà nella prestigiosa vetrina che regala il Mondiale.
È stata la stagione che ha incoronato Cristian Chivu. Scudetto e Coppa Italia al primo anno alla guida della prima squadra per il quaranticinquenne tecnico rumeno dopo le tredici panchine in serie A a Parma nel campionato dello scorso anno vinto dal Napoli con un punto di vantaggio sull'ultima Inter di Simone Inzaghi. “Lo sa che lei è entrato nella storia dell'Inter?” è stato chiesto a Chivu dopo la gara contro il Parma che ha certificato il ventunesimo Scudetto. “Penso che c'ero già”, ha risposto con orgoglio il mister ricordando agli astanti quello che ha vinto quando indossava la maglia nerazzurra da calciatore (rischiando anche la vita) e per aver già conquistato un tricolore da allenatore alla guida della Primavera nerazzurra.
Cristian Chivu è stata la grande scommessa vinta dalla dirigenza interista, chiamata proprio un anno fa a ricomporre i cocci dopo la debacle nella finale di Champions contro il PSG, pochi giorni dopo uno Scudetto perso sul filo di lana. Nell'interessante intervista realizzata da DAZN a Giuseppe Marotta detto Beppe, il Presidente dell'Inter ha fotografato in modo molto esaustivo i criteri che hanno portato alla scelta di Chivu, scelta che doveva essere direttamente proporzionale alla mission del club di Viale della Liberazione: continuare a giocare per vincere. E senza nascondersi dietro i piazzamenti Champions, come invece succede altrove, ha aggiunto sorridendo sarcastico, Marotta. Le vittorie sono arrivate e il Presidente nerazzurro ha assicurato il popolo bauscia che, in sintonia con la proprietà, all'Inter ci sia una grande voglia di continuare a primeggiare. Non solo in Italia visto che Marotta ha candidamente ammesso di sognare di alzare la Champions League prima della meritata pensione. Come dirigente di Juventus e Inter, ha raggiunto quattro finali di Champions in dieci anni, ma ancora manca la classica cieliegina sulla torta.
Marotta ha poi sottolineato come sia stato e sia fondamentale per l'Inter poter contare su uno zoccolo duro nello spogliatoio che nel tempo ha trasmesso al resto della rosa un senso di appartenenza sempre più difficile da difendere nel calcio attuale che vede la maggior parte dei protagonisti inseguire ricchi contratti, senza ambire a diventare simboli di una maglia. All'Inter, senza scadere in eccesso di romanticismo, fortunatamente non è così. I migliori vogliono guadagnare in proporzione alle leggi di mercato, non fanno beneficenza, ma alla maglia nerazzurra tengono tutti. Anche quelli che poi salutano per altri lidi, hanno sempre parole di affetto ricordando l'esperienza milanese.
Ecco, questa compattezza, questa sinergia tra le varie componenti del club, sembra proprio di buon auspicio per tentare di continuare a festeggiare. Il mercato che sta per aprirsi ufficialmente, farà il resto. Si spera in positivo. E allora buone vacanze a tutti. A fine agosto si tornerà a palpitare per i colori del cielo e della notte.