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Risentiti? No, inca**ati neri!

di Alessandro Cavasinni

"Mi pare che tutti hanno evidenziato che non fosse calcio di rigore, e non siamo tanto risentiti perché abbiamo vinto, ma immaginate quel rigore con un risultato diverso. Saremmo qui a recriminare... Però fa parte di quegli errori che nel corso della stagione si commettono, ultimamente si verificano spesso. Spero che possa spingere a fare delle riflessioni e si trovi una simbiosi tra Var e arbitro centrale". 

Così Beppe Marotta ieri ai microfoni dei cronisti tornando su Como-Inter di domenica sera. Il presidente nerazzurro, ancora una volta, ha utilizzato la diplomazia per commentare l'ennesimo abbaglio arbitrale contro i nerazzurri: un elenco partito da Inter-Udinese di agosto e arrivato al match con la squadra di Fabregas. In particolare, fa impressione l'escalation partita dal derby e arrivata fino a Como passando per Atalanta e Fiorentina. Nell'unico match in cui l'arbitro non ha inciso, i nerazzurri ne hanno rifilati 5 alla Roma chiudendo il discorso dopo nemmeno un'ora di gioco. Per dire...

Il problema, caro presidente, non è che l'interista non sia così tanto risentito perché ha vinto. No. Il problema è che l'interista è veramente incazzato. Incazzato nero. Non ci si può godere nemmeno una vittoria così pesante come quella di Como, probabilmente la vittoria scudetto. E non lo si può fare perché si sente forte la puzza dell'essere perseguitati. A Como è finita bene; molto meno con Milan, Atalanta e Fiorentina tanto per rimanere alle uscite più recenti. Il risultato non può e non deve far passare in secondo piano scelte inaccettabili di arbitri pagati quantomeno per valutare l'ovvio. Nessuno chiede miracoli, ma almeno che non si trasformi un normale rimbalzo sul terreno in "palla inattesa", un braccio largo in "movimento congruo", una scarpata in area in "tocco troppo lieve" e un calcio ricevuto in un "rigore".

Sveglia.


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