Sono un po' preoccupato...
Finito il campionato ecco, presentarsi puntuale, il “mitico” Calciomercato.
Da qualche giorno (e per i prossimi tre mesi) leggeremo tutto e il contrario di tutto. Sogneremo colpi improbabili e, le nostre giornate saranno scandite dai cosiddetti scoop dell’ultim’ora.
La macchina nerazzurra è già partita ma devo confidarvi di essere un po’ preoccupato. Vi chiederete se il motivo di questo mio stato d’animo dipenda da qualche acquisto che non mi convince o da trattative in uscita che andrebbero riviste.
No, nessuna delle due. Anzi, a essere sincero penso che le prime contrattazioni stiano dimostrando che la voglia di far bene non manchi e che i primi abboccamenti con in vari procuratori testimoniano idee abbastanza chiare e potenzialmente incisive.
E allora, qual è il problema?
La mia preoccupazione è legata al reale convincimento di Moratti di confermare Stramaccioni.
Le domande che continuo a pormi in questi giorni sono le seguenti: 1) Moratti è davvero persuaso delle capacità del giovane tecnico? Non è che il rinnovo contrattuale, con cifre relativamente modeste, possa rappresentare la garanzia per un eventuale facile esonero?
Dopo la pessima stagione appena conclusa, dove la variabile più negativa si è vista sotto la voce “allenatori”, penso che sia normale andare con i piedi di piombo.
La società, dopo il Triplete, ha cambiato già 5 allenatori e le ripercussioni sul gruppo si sono viste tutte. Gli sforzi economici, particolarmente evidenti considerando anche le regole del FPF, rischierebbero di evaporare qualora si continuasse a tenere la media dell’ultimo biennio. Ed è proprio per questo che vorrei vedere una convinzione più netta e decisa nella conferma di Strama e un suo coinvolgimento maggiore nelle strategie.
Se invece Moratti non fosse così convinto, a questo punto, sarebbe più auspicabile un passo indietro odierno piuttosto che una potenziale annata ancora insufficiente. Con questo non voglio dire che il nostro Numero uno debba cambiare idea ma, molto più semplicemente, che la sua scelta definitiva sia supportata da una robusta convinzione. Se la certezza non c’è, chissenefrega delle interviste, chissenefrega di qualche potenziale mugugno, chissenefrega della potenziale figura che si farebbe nel cambiare opinione. In caso contrario il rischio di un fallimento sarebbe troppo alto. L’Inter non può più permettersi di sbagliare e allora, l’auspicio più grande è che Moratti possa fare propria una delle massime che ha accompagnato da sempre la mia vita, e che consiglio a tutti: “Meglio rossi subito che verdi dopo…”
BoA