Abete a FcIN: "Sì a investitori esteri, ma servono anche stadi di proprietà"
Fonte: dall'inviato Christian Liotta
SI è svolto questa mattina a Milano il workshop “Il calcio che vogliAMO”, tanti i protagonisti della serie A presenti, dirigenti e presidenti (tra cui anche Fassone). FcInterNews, presente con il proprio inviato, ha raccolto il parere di Giancarlo Abete, presidente della Figc, partendo dall’ipotesi investitori stranieri nella società dell’Inter: “Se ciò fosse realizzabile sarebbe un ulteriore potenziamento della società, Moratti ha sempre aperto all’ipotesi di nuovi soci, pur volendo mantenere il controllo della società che in questi anni ha portato a risultati importanti. Una stagione non positiva non fa certo dimenticare gli scudetti consecutivi vinti dall’Inter negli ultimi anni e l’importanza della società a livello nazionale e internazionale”.
Ancora una domanda di FcInterNews: Gli investimenti stranieri potrebbero far bene a tutto il calcio italiano?
“Il discorso riguarda il sistema Paese, il nostro Paese non è ai primi posti come investimenti e per attrarli bisogna creare le condizioni perché arrivino, e per far questo bisogna costruire degli stadi di proprietà, avere impianti adeguati, insomma un sistema all’altezza dei servizi offerti ai tifosi. Può riguardare tante società, abbiamo una potenzialità che però non riesce ad attrarre investimenti, bisogna vere un sistema calcio che dia delle risposte adeguate a investitori esteri”.
“Cosa si può fare intanto per avere presto stadi?” Gli chiediamo ancora.
“Se parliamo di legge parliamo del Parlamento, poi come hanno dimostrato Juventus e Udinese si può operare anche senza una legge dello Stato, ma se parliamo di grandi numeri e di tanti stadi, avere una legge adeguata che crei condizioni con tempistiche certe aiuta gli investimenti. Juve e Udinese poi sono partite da siti già esistenti e questo ha facilitato l’inter”.
Ridurre il numero di squadre può aiutare la sostenibilità della serie A?
"Potrebbe ma non è giusto associare direttamente le due cose. Il format del campionato non determina differenze immediate su questo versante, certamente con la riduzione delle squadre di Serie A si avrà un numero limitato di eventi e si avrà la necessità di rose più limitate. La differenza comunque la fa la capacità di competere a livello internazionale di club che hanno un contesto internazionale e che possono avere un campionato più snello rispetto a quello attuale. Ciò detto, non è questo che comporta la differenza di competitività in assoluto, solo la Germania tra le prime 5 leghe ha un campionato a 18. Le altre hanno un torneo a 20 ma i loro club riescono comunque ad essere competitivi".
Caso razzismo: è da cambiare una legge che prevede l’espulsione?
“Parliamo di norme sportive non di legge, le normative sportive che applichiamo sono internazionali e il comitato esecutivo della Uefa del 22-23 a Londra darà il via a un nuovo regolamento disciplinare che rafforzi la normativa contro il razzismo, prevedendo la chiusura di alcuni settori dello stadio e in secondo la multa, che abbiamo visto non è un deterrente sufficiente. Poi le norme sportive attengono ai tesserati mentre qui si intende colpire soggetti incivili che aggrediscono coloro i quali esercitano sul campo loro attività professionale. Infine, bisogna fare molta formazione perché le norme non sono sufficienti se non si fa prevenzione a monte”.
Riprendendo il nome del workshop, qual è il calcio che vogliamo?
“Quello che vogliono i tifosi secondo le aspettative emerse dallo studio Gazzetta-Tim, che continui a regalare emozioni, che sia in grado di attivare un meccanismo economicamente sostenibile se no non si va da nessuna parte. Ci sono tante cose da fare come la valorizzazione dei vivai, ma la priorità assoluta è approcciare il calcio con lo spirito e il rispetto giusti”.
Ci sono state polemiche dopo l’arbitraggio di Milan-Siena e la rabbia dei tifosi viola è esplosa alla stazione.
“Ho sentito delle dichiarazioni equilibrate ieri sera da parte di Montella, che è un grande allenatore e una persona dalle capacità di comunicazione positive. Alla 38esima giornata le delusioni ci possono stare, ma non giudico la singola giornata, leggendo i vari giornali oggi vedo che gli episodi in modo molto diverso tra loro ma ricordiamoci che il campionato dura 38 giornate e alla fine si può avere successo per 1 punto in più o in meno, ma il posizionamento finale è frutto di un intero campionato. La Fiorentina ha fatto un ottimo campionato, è a un passo da un risultato importantissimo, poi è legittimo che si possa esprimere critica sulla singola situazione ma dovremmo fare una somma delle critiche che tutti hanno espresso in 38 giornate. Un punto è uno sia a inizio stagione sia alla fine”.