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Collovati a FcIN: "Chivu predestinato. Non ha commesso l'errore di altri allenatori"

di Redazione FcInterNews.it

Cristian Chivu un predestinato. Un gestore di uomini come pochi. Un determinista umile che ha capito in fretta equilibri e priorità di un gruppo nerazzurro di alto profilo. Solo da perfezionare e rigenerare. Compito non facile per il novello allenatore neo campione d'Italia. “Che nei fatti e nei contenuti si è mostrato più efficace di altri colleghi big e vincenti come Allegri, Conte e Spalletti”.

È il pensiero di Fulvio Collovati. L’ex difensore dell’Inter, campione del mondo nel 1982 con la maglia della Nazionale, non è sorpreso dallo scudetto nerazzurro. Ancora meno dall’escalation del tecnico rumeno, sbarcato alla Pinetina senza troppi violini al seguito. Con solo 13 gare in serie A da allenatore del Parma.

Fulvio, come ha fatto Chivu a vincere al primo colpo?
"Perché è una persona intelligente, predestinata. Lo sapevano i dirigenti che avevano intravisto in lui qualità e numeri importanti, da tecnico futuro. Doti visibili quando ancora fai il calciatore. La bravura di Chivu è che ci ha messo del suo, ma innanzitutto ha capito che ereditava giocatori di un certo livello e spessore che sono sempre difficili da guidare. Vanno valorizzati, fatti rendere al meglio. Lui non ha commesso l’errore che commettono tanti allenatori, anche importanti. Non li ha soffocati con la propria personalità, con il suo modo di allenare. Ha seguito una linea gestionale, non quella delle imposizioni che finiscono per snaturare le qualità dei singoli".

Chivu ha lavorato in ogni reparto, uomo per uomo. Un’opera da sarto.
"Ha dato benzina all’ambiente, a tutti i giocatori. A cominciare dall’attacco più forte del campionato. Ma anche ad una difesa che almeno nei centrali andava ed andrà rivoluzionata, inevitabilmente ringiovanita. A centrocampo ha restituito forma e centralità a Zielinski, fatto gradualmente fatto crescere Sucic.

All’Inter del futuro serve più un mediano interditore accanto a Calhanoglu-Barella o un fantasista dietro o accanto alle punte?
"Servirebbe forse più uno come Nico Paz. Ma il problema che uno così lo vogliono tutti. Sì, tutti vorrebbero in rosa un 'dieci' che nel calcio di oggi, con quelle caratteristiche, in giro non se ne trovano più. Uno degli ultimi è stato il Becca Evaristo Beccalossi, dopo di lui Baggio Totti e Del Piero. Poi nessuno più".

Il tecnico guida una squadra a fine ciclo o solo da consolidare?
"Una via di mezzo. E’ una squadra non vecchia, in attacco ci sono Bonny e Pio Esposito dietro a Thuram e Lautaro ancora giovani. Oltre alla difesa, qualche intervento come dicevo va sicuramente fatto anche in mezzo al campo".

Una vittoria in Coppa Italia mercoledì contro la Lazio renderebbe forse epica una stagione per l’Inter e Chivu già eccezionale.
"A Napoli considerano giustamente positiva la stagione di Conte che ha vinto la Supercoppa Italiana e raggiunto un secondo posto in campionato. Cosa si può dire di Chivu e della sua squadra se dovessero trionfare anche in Coppa Italia? Mourinho vinse al secondo anno il Triplete, per l’allenatore rumeno un Doblete nerazzurro al primo anno sarebbe molto più di un grandissimo biglietto da visita". Giulio Peroni


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