.

A lezione di Cristian Chivu. L'allenatore dell'Inter spiega il concetto di 'vergogna'... e di buon senso

di Egle Patanè

Non solo lezioni di calcio, al BPER Centre si dispensano anche lezioni di buon senso e sulla vergogna. Concetto probabilmente inflazionato nel linguaggio giornalistico, specie quello sportivo, che spesso utilizza metafore e iperboli per esaltare un titolo. Certo, tutto lecito nel mondo del dio clickbait, con buona pace dell'italiano, ma anche, appunto, del buon senso. All'andata l'Inter ha perso per 3-1 in casa del Bodo, una squadra di una città che fa a mala pena 50 mila abitanti e dispone di uno stadio di 8 mila posti - come ci ha tenuto a sottolineare un collega norvegese oggi durante la conferenza stampa di Cristian Chivu alla Pinetina in vista del match di ritorno a San Siro di domani -. Un risultato che rende complicata la qualificazione agli ottavi dell'Inter che per staccare il pass per la fase a eliminazione diretta deve rimontare e ribaltare quanto fatto in Norvegia. 

Difficile ma non impossibile. Non impossibile, ma di certo difficile. Alla luce della città che rappresenta la squadra di Kjetil Knutsen, non riuscire nell'impresa di ribaltare il 3-1 dell'andata sarebbe una vergogna? Quesito posto a Cristian Chivu e non senza quel pizzico di fastidiosissimo e poco carino - per dirla con un eufemismo - sarcasmo che il collega scandinavo ha peraltro accompagnato con un ghigno di presa in giro che non è passato inosservato a Chivu che con la solita eleganza che lo contraddistingue si è dilettato a dare lezioni di buon costume, spiegando all'interlocutore, disegnandone i contorni, il concetto di vergogna... ma anche di buon senso: "No, nel calcio non c'è la vergogna. C'è il lavoro di una società e di una squadra, bisogna accettare e rispettare l'avversario. Visto che lei non rispetta noi sostenendo che dovremmo provare vergogna, sappia che noi abbiamo grande rispetto per il Bodo, che ha fatto bene contro grandi squadre. Noi rispettiamo i nostri avversari, facciamo i complimenti per il loro progetto. Ma non proviamo vergogna, all'andata abbiamo cercato di essere la nostra variante migliore, loro sono stati più bravi e gli abbiamo fatto i complimenti".


Altre notizie