Abodi in dribbling: "Perché non parlo di calcio? Ogni cosa a suo tempo"
Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, dribbla le domande sul calcio italiano nelle ore in cui un'inchiesta della Procura di Milano ha provocato un terremoto nel mondo arbitrale: "Perché non parlo di calcio? Perché ogni cosa a suo tempo. I contenuti dei quali mi devo occupare sono tanti, a volte sembra che il calcio sia tutto, ma c'è tutto il resto", ha detto sorridendo Abodi, parlando a margine di una conferenza stampa sul Piano Mattei, che si è tenuta a Roma, nella Sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Abodi si era espresso lo scorso 25 aprile, dopo poche ore dalla notizia fatta trapelare dall'AGI dell'avviso di garanzia ricevuto da Gianluca Rocchi per "concorso in frode sportiva: "C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque!
Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull'indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri. Lasciando all'autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell'operato del designatore della Can Rocchi, l'aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all'interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza. Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal CONI , prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze".