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Afeltra: "Manca poco che l'Inter ha l'ergastolo. Le 'vedove del 2006'..."

di Christian Liotta

Ne ha per tutti l'avvocato Roberto Afeltra, esperto di diritto sportivo, ai microfoni di Radio Sportiva, che commenta le ultime novità legate al lavoro della Procura di Milano e all'indagine che riguarda i vertici arbitrali. Davanti alle notizie legate a Giorgio Schenone, club referee manager dell'Inter che secondo La Repubblica è stato citato dall'ex designatore Gianluca Rocchi, il primo invito di Afeltra è quello di andare con assoluta calma: "Non è una vicenda che si può definire oggi allo stato degli atti; se la dovessimo definire oggi, diremmo che non ci sarebbero indagati né tra le società né tra i tesserati quindi il tutto sarebbe limitato all'interno della struttura arbitrale. Mi permetto di entrare nelle questioni tecniche: la Procura ha chiesto la proroga delle indagini, e per farlo è necessario depositare tutti gli atti oggetto dell'istruttoria e metterli a conoscenza delle parti. L'avvocato di Rocchi ha detto che nulla hanno saputo, al punto che Rocchi, molto intelligentemente, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Mentre Andrea Gervasoni, che aveva in mano la cosiddetta pistola fumante, prova che impediva la ricostruzione della Procura in quanto, se lui è supervisore della Serie B e se quel giorno era supervisore della A, non poteva trovarsi nella sala inferiore dove c'è la supervisione della B dove c'era la partita a lui contestata".

Afeltra prosegue nel suo affondo: "Si è fatta una grande cosa ad identificare per forza l'Inter: non voglio dire che l'Inter è assolutamente estranea come ha detto la Procura ma aspettiamo ci sia qualcosa. Perché anche quell'eventuale colloquio istituzionale con questo dirigente addetto agli arbitri, che è l'unico a poter parlare col designatore, ove mai ci sia stato questo contatto che sembra sia stato indiretto tra terze persone, certamente porterebbe a nessuna posizione. Poi il giornalismo deve correre, quindi dire che c'è una combine interna agli arbitri interessa poco; dire, specie quelle che io chiamo le vedove del 2006 che l'Inter è incriminata vuol dire fare pari e patta come allora. E la cosa grave è il Ministro che dice di volere parità di trattamento; certo, ma a parità di citazioni, non sul nulla cosmico rispetto ad un'esplosione di elementi. L'ultima cosa che volevo dire è che in questo caso, a differenza di tutti gli altri casi, viene mandato un invito a comparire ai due indagati, ma quello non è l'avviso di conclusione indagini preliminari. Tanto è vero che hanno chiesto la proroga: quegli atti sono ancora coperti da segreto istruttorio, tanto è vero che Procura FIGC e Procura CONI, che hanno chiesto gli atti, si sono sentite dire che non potevano riceverli perché bisogna aspettare la chiusura delle indagini. E anche se Schenone avesse fatto qualcosa di illecito, l'Inter correrebbe solo il rischio di una penalizzazione nella prossima stagione, come successe al Milan con Leonardo Meani nel 2006. Siccome la gente chiede la revoca dello Scudetto di quest'anno e quello di due anni fa, manca poco che c'ha l'ergastolo... L'Inter potrebbe avere solo una penalizzazione ove mai venisse accertato questo, esistendo tre tipi di responsabilità: diretta, quando è un soggetto responsabile di una società che viola il regolamento; oggettiva, quando riguarda soggetti che non riguardano le società; presunta, quindi multa, quando i fatti che portano a violazioni sportive provengono da soggetti esterni". 


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