Ancora Moratti: "Scudetto con l'impronta di Lautaro. Non mi aspettavo il crollo del Milan"
"Sono particolarmente contento perché Chivu mi fa tornare in mente tante cose e mi ha confermato di essere quel ragazzo molto intelligente conosciuto anni fa. Si è dimostrato capace in un'avventura ben diversa e per certi aspetti più complessa dell’essere calciatore". Così Massimo Moratti racconta la sua felicità al Corriere dello Sport.
"L’Inter ha ampiamente meritato. Aveva preso delle bastonate importanti, ma l'allenatore è riuscito a ritirala su e a metterla in condizione di vincere abbastanza facilmente. Chivu? La sua grande intelligenza è una base notevole su cui poter costruire qualcosa. Il percorso poi forse dipende anche un po’ dalla fortuna, ma lui è intervenuto bene sulla squadra, procedendo a piccoli passi. Ha dovuto fare i conti con il clima generato dalla sberla che avevamo preso a Monaco ed è riuscito a riportare nei giocatori la fiducia necessaria per iniziare un nuovo percorso e tornare a vincere. Ho voluto scrivergli per fargli i complimenti e ribadirgli ciò che penso del suo lavoro e della sua persona. Lui con me è sempre affettuoso e gentile, mi fa sempre piacere sentirlo".
"Il gioco dell’Inter continua a essere piacevole, forse è il più bello rispetto a quello che si vede in circolazione. Cristian però è stato equilibrato: ha fatto in modo che i giocatori non buttassero via totalmente le energie a disposizione. Devo anche dire che dispone di uno staff molto buono: in termini di infortuni l’Inter è andata benissimo quest’anno. Si è circondato di persone preparate che lo hanno aiutato a essere sempre più padrone della situazione. Napoli e Milan? Non mi aspettavo che crollassero in questo modo, soprattutto Allegri, anche se il Milan è meno forte dell’Inter. Conte ha avuto infortuni tutto l’anno, è difficile da giudicare. Chivu comunque è andato sempre dritto per la sua strada e se ha avuto pochi infortuni è un merito, vuol dire che li ha allenati e gestiti nella maniera più corretta".
"Il doblete? Quando abbiamo fatto il Triplete non sapevamo neanche cosa fosse. L’anno scorso invece ho sentito parlare con un po’ troppa convinzione di quella possibilità, mentre in questa stagione mi sembra che la squadra abbia lavorato con la giusta tranquillità. Ora può centrare un bel traguardo, ma serve attenzione. L'uomo copertina? Certamente Lautaro, giocatore con una classe notevole. Dimarco ha un piede particolare e ha fatto cose meravigliose, così come mi piace molto Barella, che dà l’anima in campo. Senza dimenticare Calhanoglu, che quando è arrivato non pensavo potesse essere così forte. Il capitano però è sempre decisivo: c’è la sua impronta sulla squadra. Lui è l'Inter".
Tra i giocatori di cui si è parlato di più c'è anche Bastoni. "Gli sono capitate due o tre domeniche negative per fatti che hanno poco a che fare col calcio. Quella caduta con la Juventus lo ha portato a essere preso di mira da chiunque. Credo che però si stia riprendendo e nella gestione sta lavorando bene ancora Chivu. Giocatori del genere vorremmo trattenerli tutti. Io piuttosto penserei ad aggiungere un giocatore in un altro reparto. All’Inter manca un giocatore di fantasia. Forte. Nico Paz? Sarebbe meraviglioso. La proprietà del Real Madrid e quella del Como possono fare quel che vogliono, per cui non credo lo vendano con facilità. Dipendesse da me, restando in Italia, farei di tutto per lui, ma non mi sembra affatto semplice come trattativa".
A Madrid potrebbe tornare Mourinho. "Per il Real credo sia la persona giusta, certe qualità si mantengono sempre. Sarei felicissimo per lui se dovesse tornare a Madrid, perché sedici anni fa non ebbe le soddisfazioni che avrebbe meritato. Lo sentirò presto. Se lui e Chivu si somigliano in qualcosa? Comunicano in modi diversi, ma sono entrambi piacevoli. Chivu ha una sua personalità molto precisa e misurata, a Mourinho invece piaceva far casino ed era divertente, oltre che utile". La chiosa è sulla vicenda arbitri. "Non credo ci sia da preoccuparsi, è stato smentito assolutamente un coinvolgimento dell’Inter. Quando vinci sei più esposto. Da quello che è emerso però non c’è nulla di paragonabile alle schifezze di Calciopoli".