Benitez: "A Chivu va dato un merito su tutti. Rosa Inter da rinnovare? Dico che..."
Nella sua analisi per La Gazzetta dello Sport, Rafa Benitez si concentra sul discorso scudetto. "Semplice osservazione: l'Inter ha vinto nel 2021, il Napoli nel 2023, l'inter nel 2024, il Napoli nel 2025. E nel 2026, beh, si può dire che I'Inter è quasi pronta a festeggiare. Sono le migliori, evidentemente. E quest'anno la migliore delle due è stata l'Inter".
Nell'intervista, Benitez riconosce le qualità di Chivu. "Gli va dato il merito di aver saputo governare situazioni anche al limite. Oggi si tende a dimenticare, ma un anno fa dopo che lo scudetto era andato al Napoli e la finale di Champions s'era trasformata in un tragedia, c'era aria pesante. Anche se, la qualità dell'organico è sempre stata altissima. Momenti difficili? Penso alla eliminazione dalla Champions con il Bodo, probabilmente il punto più doloroso e anche la fase più delicata. Ma l'Inter è una grande società, guidata da un manager come Marotta che ha un senso innato per la gestione. Al resto ci ha pensato anche l'anima della squadra, che è emersa".
"Inter oltre i guai fisici? Sul piano degli infortuni, la classifica mi sembra che la vinca nettamente il Napoli. Però questi ragionamenti non mi appassionano, io premio sempre chi ha avuto la forza di resistere e di imporsi, altrimenti resteremmo nella teoria. L'Inter ha riscoperto Zielinski, tanto per fare un nome, ha fronteggiato con serenità la crisi di gol che ha attraversato Thuram, ha avuto fiducia in Pio Esposito, ha trovato ancora e di nuovo Dimarco".
Nel mirino c'è anche una Coppa Italia. "Quando vinci uno scudetto, e accadrà, puoi sentirti realizzato, pur sapendo che le gioie - maledizione- per noi del calcio durano una notte e un'alba, ma al risveglio sei già proiettato nella prossima stagione. Diamogli il tempo di definire e di godersi questo successo, alla Coppa ci penseranno: perché un trofeo in più non fa mai male a nessuno. Chivu? Ragazzo perbene, tatticamente già evoluto da giocatore. Ma allora aveva 30 anni e ora ne ha 45, a quel tempo doveva preoccuparsi di sé e del suo avversario e ora deve assorbire le responsabilità di tutti. Che fosse intelligente, si vedeva. Lo ha confermato".
All'orizzonte, nonostante lo Scudetto, c'è un possibile rinnovamento in rosa. "Beh, non mancano i trentenni, soprattutto tra difesa e centrocampo. In attacco c'è la maturità giusta di Lautaro e di Thuram e la prospettiva esaltante di Pio Esposito e di Bonny. Cambierà, non so dirvi quanto, ma di Marotta e di Ausilio bisogna fidarsi. Certo un po' di freschezza me l'aspetto".