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Bergomi: "Beccalossi un genio, ha fatto innamorare gli interisti e non solo"

di Stefano Bertocchi

"Ho giocato con lui quattro anni. Era solare, a noi giovani ci faceva entrare nello spogliatoio con il sorriso". Beppe Bergomi ricorda così Evaristo Beccalossi, leggenda dell'Inter scomparso nella giornata di oggi: "Era un genio del calcio - aggiunge lo Zio in collegamento con Sky Sport -. Oggi si parla tanto di talento, lui ne aveva tanto. La continuità non era il suo forte, ma ha fatto innamorare i tifosi interisti e non solo: anche gli avversari gli volevano bene. Oggi nel gruppo WhatsApp dei campioni del mondo del 1982 sono arrivate bellissime paroel anche da Gentile e Conti. Era un punto di riferimento". 

"Avrebbe fatto meglio nel calcio di oggi - prosegue Bergomi -. Oggi siamo alla ricerca di numeri 10. Era rispettoso, faceva gruppo e delle giocatre incredibili, con Altobelli aveva una grande intesa. Negli ultimi anni lo vedevo alla stazione di benzina, insieme a Luisito Suarez. Parlavamo spesso di calcio giovanile: lo faceva con passione e l'ha fatto fino all'ultimo. Ai tifosi dell'Inter piacciono questi giocatori: come lui anche Corso e Recoba, ad esempio. Il cuore te lo toccavano per come giocavano, ha fatto innamorare tanta gente. Molti tifano una squadra per i genitori o perché si innamoravano di un giocatore. E questo era il suo caso. Lui ha vinto il campioanto in un'Inter di italiani, capiva il senso di appartenza di Oriali e degli altri. Eravamo tutti grandi amici. I due rigori sbagliati con lo Slovan Bratislava? Certo che li ricordo, anche se ero in panchina. Si fece anche male dopo il secondo rigore". 


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