.

Bianchi: "Doblete? Il segreto è farsi odiare. Chivu agevolato dalle concorrenti"

di Antonio Di Chiara

"Smorzare qualsiasi entusiasmo prima di alzare quei due trofei". E' la ricetta per il doblete che Ottavio Bianchi consegna oggi a La Gazzetta dello Sport. Lui che ce l'ha fatta, non con l'Inter ma con il Napoli, nel lontano 1987, conquistando Scudetto e Coppa Italia. " A un certo punto era diventato solo quello il mio compito, anche a costo di farmi odiare - racconta - Feci una gaffe perché quando i giocatori e Napoli tutta festeggiavano il primo scudetto, siccome avevamo un'altra finale che a me interessava moltissimo, sono entrato negli spogliatoi facendo un po' di scena e con la faccia dura. E dissi: "Cosa continuate a festeggiare? Non abbiamo ancora vinto niente". Mi hanno guardato come se fossi matto... Poi però abbiamo vinto anche la Coppa Italia".

"Rifarei tutto - dice ancora Bianchi -. È stato bello vincere quella Coppa perché l'avevano giocata quasi tutti i giovani, e napoletani, che non avevano trovato molto spazio in campionato. Per questo la squadra di quella stagione non va ricordata solo come "il Napoli di Bianchi" o "il Napoli di Maradona". Ed era un peccato arrivare li e non tentare il doblete. Allora ho provato a farmi un po' odiare in quel modo e ci sono riuscito benissimo (ride, ndr). Il periodo successivo a quei due successi è stato molto gratificante".

"Al di là della bravura sua e della squadra - dice poi Bianchi riguardo al lavoro fatto da Cristian Chivu - penso sia stato agevolato dal fatto che le altre a un certo momento hanno rallentato e non ha avuto più tanto il fiato sul collo in campionato. Poi in Coppa può far giocare le seconde linee che sono comunque valide e fresche. E, dato non secondario, l'Inter è abituata a vincere, quel mio Napoli no. Era un'altra cosa rispetto al Napoli di ora che non è più una squadra che deve aspettare cinquant'anni per vincere".

"Se anche Chivu deve farsi odiare? Nel mio ex mestiere, i miei maestri mi ricordavano spesso le parole di un filosofo francese: "Dare buoni consigli è un errore, dare degli ottimi consigli è una tragedia". Quindi mi guardo bene dal dare suggerimenti. Chivu sarà sicuramente bravo a fare la faccia cattiva, anche se vorrà ridere e scherzare, pur di mantenere la squadra concentrata. É parte del bagaglio degli allenatori: sdrammatizzare quando è in corso un dramma e drammatizzare quando il cielo è troppo sereno. A volte fa bene far apparire una burrasca pur di tenere tutti sul pezzo".


Altre notizie