Bodo/Glimt-Inter, Fischio Finale - Notte da gufi, più che da lupi: Chivu crolla in Norvegia, l'unico spiraglio di luce arriva da San Siro
Notte da lupi, più che da gufi. Anziché starsene sul divano, al calduccio, per iettare il Milan nel match contro il Como, l’Inter si è ritrovata, suo malgrado, ad affrontare la sfida più a Nord dei playoff di Champions League, in casa del Bodo/Glimt, sopra il Circolo Polare Artico. Con tutte le scomodità del caso: non bastassero le temperature rigide della città norvegese, la squadra di Cristian Chivu ha dovuto pure cimentarsi su un campo in erba sintetica, reso irregolare sulle fasce laterali dai macchinari con i quali è stato liberato dall’abbondante neve caduta nei giorni precedenti.Daniel Siebert, nonostante gli inutili allarmismi della vigilia sulla disputa della sfida, ha dato il via a quelle che per i nerazzurri rappresentano le forche caudine da attraversare obbligatoriamente per accedere al turno successivo.
Nell’Inferno di Ghiaccio, così come lo chiamano da quelle parti, i fuochi d’artificio arrivano prima del fischio d’inizio che sancisce l'inizio di un match che ci impiega poco ad accendersi: al 5', Lautaro Martinez ha a disposizione il pallone, recapitatogli con un tocco vellutato da Petar Sucic, per indirizzare la qualificazione ma si fa rimontare da Jostein Gundersen. Henrikh Mkhitaryan, poco più in là, non fa meglio del suo capitano e spreca un bell'invito dalla destra di Matteo Darmian calciando contro la facciata della scuola alle spalle della porta di Nikita Haikin. I padroni di casa, con una prevalenza nel possesso palla, passano alla prima occasione utile, al 20', dopo un'azione da manuale tutta a due tocchi: imbucata per Kasper Hogh, che di tacco arma il destro vincente di Sondre Brunstad Fet. L'Inter si riorganizza e ci impiega giusto cinque minuti per reagire con rabbia, quella che Darmian scarica sul palo dopo aver ricevuto un cross da Carlos Augusto. Dopo l'azione da quinto a quinto, i nerazzurri replicano quasi fedelmente l'azione del vantaggio norvegese ma con un epilogo ben diverso: il tiretto di Barella non può impensierire il portiere. Bucato alla mezzora da Francesco Pio Esposito che, da rapace dell'area di rigore, si gira in un amen sfruttando la sponda di Carlos Augusto. L'1-1 ristabilisce la parità che Berg, dopo uno slalom gigante tra i paletti nerazzurri, prova a rompere subito procurandosi una punizione che calcia tra le braccia di Yann Sommer. Di là, Haikin raccoglie il tiro di controbalzo di Darmian. Talmente in grande spolvero, alla sua prima da titolare in questa stagione, che va a tanto così dall'assist per il 2-1 che non arriva solo perché la zampata di Carlos Augusto subisce una deviazione decisiva.
SECONDO TEMPO -
Nel giro di 40 secondi, l'Inter coglie un palo clamoroso con il tiro masticato di Lautaro dopodiché Fredrik Sjøvold impedisce un comodo tap-in. Il lavoro offensivo degli ospiti non si esaurisce lì ma viene alimentato dal tiro da calcio di punizione di Carlos Augusto, parato in due tempi. Risponde il Bodo con la botta di Hogh che Sommer alza sopra la traversa. Si prosegue sul filo sottilissimo dell'equilibrio fino al 60', il momento in cui cambia tutto, non tanto perché Chivu che chiama la staffetta Lautaro (infortunio al polpaccio)-Thuram. Dopo la concretizzazione della sostituzione, Carlos Augusto rinvia sciaguratamente in posizione centrale un pallone che il Bodo trasforma in oro con l'ex milanista Jens Peter Hauge che, servito dal solito Hogh, fulmina Sommer sul primo palo. Ma i norvegesi non hanno finito: altra azione in velocità che si sviluppa sulla sinistra, Ole Didrik Blomberg si infila in area di slancio e, con altruismo, serve un cross solo da spingere in porta per Hogh. Il 3-1 arriva senza preavviso e provoca un forte contraccolpo nell'Inter. Che, al 75', cambia faccia con gli ingressi di Luis Henrique, Zielinski e Bonny. Ma la chance ce l'ha ancora il Bodo con Helmersen, entrato al posto di Hogh: il suo diagonale, al culmine dell'ennesimo contropiede, viene respinto da Sommer. A 5 minuti dal 90', Carlos Augusto sbatte contro il muro giallo da pochi passi dopo una iniziativa di Marcus Thuram. E' la fotografia di una notte scura per l'Inter, l'unico spiraglio di luce arriva da San Siro, inteso come il luogo in cui potrà compiersi la rimonta martedì ma anche quello in cui il Milan, nel frattempo, non è andato oltre l'1-1 col Como. Due gol da recuperare da una parte, sette punti di sicurezza dall'altra. La Champions che si incrocia al campionato: una notte da gufi più che da lupi.