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Bonucci ricorda il suo passaggio all'Inter: "Da casa a Milano fu traumatico, ma non ho mai pensato di mollare"

di Mattia Zangari

Ospite di Radio TV Serie A, Leonardo Bonucci ha ripercorso le tappe più importanti della sua carriera, a partire dal momento in cui lasciò Viterbo per andare all'Inter: "Sinceramente non è stato troppo difficile per me andare via di casa perché comunque era necessario per seguire il sogno che avevo - le parole dell'ex difensore - Forse lo è stato di più per mia mamma: i miei genitori erano dei dipendenti e quindi non potevano venirmi a trovare quando volevano. Ai tempi erano appena usciti i primi telefoni con la videochiamata e quello un po’ ha aiutato. Al di là dei momenti di sconforto iniziali io avevo ben chiaro il mio obiettivo, passare da Viterbo a Milano è stato sì traumatico, ma mai al punto di farmi pensare di mollare. La gavetta? Io ringrazio quei passaggi (Treviso, Pisa…) perché comunque mi hanno fatto affacciare al calcio professionistico: fino a quel momento avevo giocato solamente nelle giovanili dell'Inter, una presenza in Serie A e un paio in Coppa Italia con Mancini. Quelle esperienze mi hanno permesso di andare a misurarmi con il professionismo vero. La Serie B mi ha permesso di crescere moltissimo sia a livello umano che a livello tattico: a 19 anni mi allenavo con ragazzi di 36 anni e in quel momento essere giovane in un gruppo di esperti non era così facile come adesso. Dovevi filare dritto, dovevi avere una mentalità forte e una grande disciplina. Devo dire che ho apprezzato tantissimo quegli anni perché mi hanno formato ancora di più il carattere e poi perché a Pisa ho conosciuto Ventura che è stato un allenatore che ha avuto un ruolo molto significativo nella mia carriera”.


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