Caos arbitri, Rocca accusò Gervasoni: "Perché non bussò in Inter-Roma?"
Nella lunghissima lettera di denuncia mandata dall'ex assistente arbitrale Domenico Rocca all'AIA, dalla quale è scaturita l'indagine che ha portato la Procura di Milano, già lo scorso maggio il 42enne di Vibo Valentia aveva evidenziato a chiare lettere l'atteggiamento della classe arbitrale nella partita del maggio 2025 tra Inter e Roma, nella quale venne negato un rigore solare ai nerazzurri per una trattenuta di Evan NDicka ai danni di Yann Bisseck nei minuti finali della gara; errore che ha pesato molto nell'economia della volata finale dello scorso campionato tra i nerazzurri e il Napoli, certificato anche dalla stessa Commissione Arbitrale Nazionale in uno degli ultimi raduni della stagione scorsa.
Rocca, facendo il parallelo con i fatti di Udinese-Parma finiti nel mirino della Procura, pone l'accento sul supervisore di quell'incontro, Andrea Gervasoni, che in quella circostanza rimase defilato, rispettando la regola della completa autonomia da riconoscere agli addetti VAR: "Ma perché in Inter – Roma, Gervasoni non "bussa" ai VAR per far assegnare un calcio di rigore netto (dove la Commissione al raduno ammette pubblicamente davanti a tutti arbitri e assistenti che abbiamo perso un rigore netto) a favore dell'Inter? Errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli?". Questo è quanto scrive Rocca nella sua missiva. Dove lasciò intendere di poter raccontare tanti altri casi simili. E da lì è nata l'indagine condotta dal procuratore di Milano Maurizio Ascione che ha dato il là all'azione penale. Dopo che la giustizia sportiva, in seguito alla segnalazione dell'AIA alla Procura FIGC, aveva indagato sulla lettera di Rocca archiviando però tutto.