Caressa: "Conferenza Gravina surreale. E non sono sicuro che abbiamo toccato il fondo. Quindi cambiamo subito"
Lunga analisi di Fabio Caressa sul suo canale Youtube all'indomani dell'addio al sogno Mondiale, debacle sportiva che secondo Caressa non lascia nessuno senza peccato, a partire dal presidente della FIGC, Gabriele Gravina al quale non le manda a dire: "Ho assistito a una conferenza stampa surreale nel post partita. Surreale, fantascienza, multiverso, sentito delle cose inenarrabili" ha detto in apertura, prima di spezzare una lancia a favore del ct, Gattuso: "Sono contento di una cosa, che Rino non sia il capo espiatorio. Tra tutti secondo me il meno colpevole di tutte. Quando è stato scelto si sapevano le caratteristiche di uomo grandissimo e di allenatore. Si è comportato esattamente come sapevamo che si sarebbe comportato con le caratteristiche che conoscevamo di Rino. Ieri mi ha fatto una grande tenerezza vederlo. Sono anche convinto, magari in quel momento non gliene fregava niente, ma anche nella sua testa l'idea delle dimissioni è balenata subito, come in quella di Gigi Buffon. Penso che si siano parlati con il presidente della Federazione prima di andare in conferenza stampa e penso anche che lui gli abbia chiesto di tenere duro fino a giugno perché se si fossero dimessi immediatamente Rino e Buffon lì si sarebbe dovuto dimettere immediatamente anche lui" ha detto prima di aggiungere poi le considerazioni sulle parole di Gravina.
"Ho sentito cose surreali, ho sentito paragonare il calcio che è uno sport professionistico, mentre gli altri sport sono dilettantistici. Faceva riferimento, credo, al successo delle Olimpiadi. Andatelo a dire a quelli che si allenano per quattro anni e sono dilettanti. Ma veramente: perché i tre sport dove stanno dimostrandosi forti gli italiani, ovvero le moto, le macchine e il tennis sono sport dilettantistici, sport più professionistici di sempre, perché la pallavolo so dilettanti. Ma veramente? Io rimango veramente esterrefatto e poi un leader si prende le sue responsabilità. Io stimo Gravina come persona, so anche che ha provato a fare le riforme, ma non le hai fatte. Il leader di un gruppo si prende le responsabilità di quello che accade perché lui è il leader nominalmente e anche fattivamente. Se uno non riesce a fare le riforme è perché l'interlocuzione che ha avuto con le parti che dovevano aiutarlo a fare le riforme è fallita. Se dice che la politica non è intervenuta è perché l'interlocuzione con la politica è fallita. E poi ho sentito una cosa che veramente mi ha lasciato... Deciderà il Consiglio federale perché è prerogativa del Consiglio federale. Se il leader di un'azienda vede la sua azienda tracollare finanziariamente, che fa? Lo tengono? A meno che l'azienda non sia sua. E questo dire, deciderà il Consiglio Federale, perché è la prerogativa del Consiglio federale dà proprio questa impressione, cioè un'impressione quasi di proprietà del calcio".
"Quest'anno siamo stati dietro anche per necessità a tutti questi casini arbitrali che ci sono stati, si è parlato meno di altre cose, ma non funziona più niente nel nostro calcio. Non funziona economicamente, non funziona come crescita di talenti, non funziona nelle giovanili... Le nazionali vanno bene, sì, ma poi i giovani che fine fanno? Non funziona nel mercato. Arrivano orde di giocatori inutili dall'estero, orde di giocatori inutili. Ma veramente noi nelle serie minori non c'abbiamo giocatori migliori di quelli che sono arrivati? Alcuni, ma veramente è tutto insieme adesso è inutile fare l'elenco delle riforme che abbiamo parlato da anni quali sono le riforme da fare".
"Credo che ci sia bisogno di uno stato generale del calcio italiano in cui ci si parli molto francamente. Credo anche che la politica qualcosa possa fare ed è importante farlo perché comunque il calcio è un comparto industriale importante, però non mi fate più sentire conferenze stampa come quelle di ieri" ha sbottato prima di cantarle anche ai giocatori. "Non mi fate sentire le parole eroici per la squadra. Il gruppo è cresciuto tantissimo in questi mesi perché ha ritrovato compattezza. Ma quindi mi state dicendo che con Spalletti il gruppo non era compatto? E se la compattezza, come io temo, anzi come io penso, si è trovata nella paura, nel timore, non è una compattezza che funziona poi a livello di risultati, ma è stata una valanga di cose ieri che veramente mi hanno lasciato esterrefatto. Cosa bisogna fare? Bisogna cambiare subito, ieri, immediatamente, bisogna evitare posizioni personali, ripeto, con stime personali, con stime delle persone. A me non mi interessa adesso parlare de però i risultati sono un dato di fatto. E il leader di un gruppo, quando il gruppo fallisce va a casa. Qualsiasi leader di qualsiasi gruppo. Quindi cambiare subito, trovare uomini del fare. Chi verrà scelto deve avere un programma di riforme profonde da attuare immediatamente e che non sono difficili da trovare. Le conosciamo tutti, le sappiamo tutti. Facciamole".