Caressa: "I ko dell'Inter con le big? Problema di struttura". Poi duro con Luis Henrique
Intervenuto nel corso di After Party su Sky Sport nel post-Europa League, Fabio Caressa ha riassunto la giornata di Champions League lasciataci alle spalle, che ha visto il successo della Juventus col Benfica contrapposto al ko dell'Inter di Chivu con l'Arsenal, facendo un parallelismo col film Rocky. "L’Inter ha provato a resistere nei momenti difficili, ma Rocky ha un gran finale e il gran finale c’è stato per la Juventus - ha detto -. È un periodo di tempo invece che il gran finale all’Inter manca un pochino. Quando guardi l’Inter hai sempre l’impressione che dal 60-65esimo in avanti la squadra tenda a calare e non mantiene lo stesso livello. Rocky poi vince con un grandissimo destro e in questo periodo il destro l’Inter non ce l’ha fulminante, diciamo che non è un gancio che ti stende".
Il risultato di Inter-Arsenal significa che tra le due squadre c'è un grande gap?
"A un certo punto ci sono stati i cambi e nell'Arsenal è uscito Mosquera, che è uno grosso, ed è entrato Gabriel che è un orco; poi è entrato Rice che è capitano dell'Inghilterra ed è un altro orco, tra l'altro non ricordavo avesse questo spessore, sembra il padre di Mc Tominay per grandezza fisica. Poi è entrato Martinelli e Gyökeres che non sarà questo fenomeno ma ha segnato appena è entrato. I Gunners hanno speso oltre i 300 milioni nel mercato in estate, voglio dire... il gap è evidente. È vero che il nostro calcio non è al livello del calcio inglese. In Champions ci sono cinque squadre inglesi poi Real Madrid, Barcellona, PSG e Bayern Monaco: questo è il panorama europeo. Su cinque squadre inglesi vediamo quante ne andranno avanti e tra le cinque non ho citato il City... C'è un divario ormai esagerato tra i due mondi. L'Arsenal punta a valere, entro due anni, 6.2 miliardi rispetto ai 2 della Juventus di ora. Non si può competere così, obiettivamente. Tu da italiano vai con le idee, loro arrivano potendo acquistare grandi nomi a qualunque prezzo senza problemi. E come fai a quel punto?".
Tema scontri diretti:
"Non è questione di personalità, ma di struttura. Un po' perché non è una squadra fisica, ma soprattutto perché è asimmetrica: a sinistra va a 90 all'ora come potenzialità, a destra va a 30. Nessuno vuole mettere la croce addosso a nessun giocatore ma se tu giochi nell'Inter e ti arriva un pallone da mettere bene di prima crossando magari sbagli ma devi provarci. O arrivi di corsa e sei più veloce degli altri e sbagli, oppure non puoi sempre arrivare lì e se hai da fare un filtrante, l'uno contro uno o mettere dentro un cross teso, ricominci invece sempre indietro: a destra i nerazzurri non producono".
Lautaro vi piace di più con Pio o con Thuram?
"In questo momento Lautaro con Pio rende di più, nella partita che abbiamo visto martedì appena è entrato Pio teneva più botta anche sugli attaccanti. Io adoro Thuram però è divertente vedere anche questo".
Tra i cinque gol più belli della giornata: quello di Sucic.
"Molto bello nella conclusione soprattutto. Sembrava un po' una palla sprecata, la chisura dell'Arsenal è stata un po' pigra però lui è riuscito a trovare lo spiraglio che Raya non vede".