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Caressa: "L'Inter punta a campionato e Coppa Italia. Barella in calo? Aspetto a dirlo, lo amo troppo"

di Christian Liotta

Parlando ai microfoni de Il Messaggero, Fabio Caressa, voce storica di Sky Sport, è tornato a parlare dell'eliminazione dell'Inter dalla Champions League. "Non me l'aspettavo, non credo che l'Inter abbia scelto di uscire dalla Champions ma la formazione schierata all'andata col Bodo/Glimt ci dice che allo stesso tempo è stata una scelta un pò conservativa. Come se avessero deciso di razionalizzare la stagione, scottati da quello che era successo l'anno scorso con un percorso su tre fronti terminato senza titoli. Forse hanno ragionato in modo più razionale rispetto alla stagione passata, un pò di paura di floppare la stagione. Mi ha un pò sorpreso sentire alcune dichiarazioni post partita che erano dimesse e non di profondo dispiacere. Sicuramente una squadra finalista di Champions che esce ai playoff con una squadra come il Bodo, se pur molto organizzata, è un flop, almeno in termini di percorso europeo. Credo che l'Inter abbia capito di non avere le forze per competere fino alla fine su tutti i fronti e un pò mentalmente questo ha influito. La rabbia che ho visto nell'Atalanta e nella Juve, non l'ho vista nell'Inter, anche prima di prendere il gol. È mancata la voglia di rischiare".

Come ti spieghi questo calo profondo di Barella?
"Aspetto perché amo troppo Barella per essere così definitivo. Sicuramente ha avuto un calo di condizione, la stagione dell'anno scorso qualche segno lo ha lasciato. Speriamo che con la Nazionale possa tornare ad essere un trascinatore". 

Lo Scudetto servirebbe all'Inter per ripagare la delusione?
"Si, secondo me l'Inter punta a vincere il campionato e proverà anche a vincere la Coppa Italia. La stagione dell'anno scorso è stata un pò traumatizzante e quindi per la squadra è importante portare a casa un risultato alla fine di questa stagione. Anche non volendo i giocatori hanno avuto questo pensiero".

Il calcio italiano lo reputi sempre competitivo in Europa?
"Ogni volta che le squadre italiane non si qualificano, si dice che il calcio italiano è inferiore. Ma se andiamo a vedere ci sono 6 squadre inglesi, le solite tre spagnole, due tedesche, e poi una squadra per Paese. Le squadre italiane sono andate avanti nelle altre coppe europee, negli ultimi anni le italiane hanno fatto finali di Conference League, due finali di Champions, vittoria dell'Europa League con l'Atalanta. Non è che siamo messi così male".

Tra gli allenatori di Serie A chi ti ha stupito di più?
"Cesc Fabregas, perché sta facendo vedere delle cose che sono quelle che a me piacciono, cioè un allenatore che ha una sua filosofia ma che cambia a seconda delle esigenze, dell'avversario, mantenendo però i suoi concetti. Mi ha veramente conquistato. Poi ovviamente Chivu mi ha stupito per l'impatto che ha avuto all'Inter ma lo conoscevo meglio come persona e conoscevo il suo valore". 


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