Esposito: "Chivu non ti regala niente, è stato decisivo per me quest'anno"
"Quando sono andato negli USA per il Mondiale per Club mi sono sentito come in un film. Ero lì, in hotel col gruppo, lavoravo con loro… Con i campioni che guardavo in tv tutte le domeniche. E' stato incrdibile". Comincia così l'intervista di Francesco Pio Esposito con Cronache di Spogliatoio realizzata al fianco di Lautaro Martinez (l'anticipazione di ieri).
Facevi il raccattapalle a Lautaro.
"Andavamo a fare questo servizio noi del Settore giovanile, nel periodo Covid c'era anche Lauti, quindi sì".
L'esempio di Lautaro.
"Quello che trasmette in partita e in allenamento è di esempio. I numeri parlano per lui, è un campione che non si accontenta mai. Ha sempre fame di gol, si può solo prendere spunto da questa cosa. Dopo l'infortunio lungo, ha subito fatto la differenza con la Roma, come hanno visto tutti".
Cosa è il gol per te?
"E' la cosa che ti va vivere serenamente tutto il resto, come attaccante. Viene tutto meglio, anche il lavoro per la squadra, che è da mettere sempre al primo posto".
Chivu è stato fondamentale per te.
"Lo conosco da quando avevo 13 anni, era il suo primo anno in assoluto da allenatore. L'ho subito preso in simpatia perché mi faceva giocare. E' nato un bellissimo legame, ho avuto la fortuna di trovarlo in Primavera, decise di farmi capitano da sotto età, andò bene perché segnai una tripletta al Cagliari. Ci siamo sempre sentiti fino a che ci siamo ritrovati quest'anno, per me è stata una cosa decisiva. Da lui ho ricevuto una fiducia incondizionata dal primo giorno al Mondiale per Club, sono stato fortunato da questo punto di vista. E' una persona che non ti regala niente, devi essere bravo a non tradire la sua fiducia".
Il legame con la scuola calcio fondata con i tuoi fratelli.
"Hanno preso la decisione di prendere in mano la Voluntas Brescia, un gesto di riconoscenza verso Roberto Clerici, colui che ci portò a Brescia dal Castellammare di Stabia".