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Fabregas: "L'Inter è uno squadrone, San Siro è lo stadio in cui imparo di più. Diao? 3-1 chiarissimo"

di Mattia Zangari

Cesc Fabregas non parla di delusione dopo la clamorosa rimonta subita dal Como per mano dell'Inter, proprio mentre il traguardo della finale di Coppa Italia sembrava vicinissimo: "L'Inter è uno squadrone, non è una novità - la premessa del tecnico catalano a Radio Tv Serie A -. Da quando sono arrivato in Italia, ormai quattro anni fa, San Siro è lo stadio in cui sono venuto più spesso per imparare e crescere. I giocatori dell'Inter giocano insieme da 5-6 anni, è una grandissima squadra. Ci stiamo avvicinando, non siamo ancora al loro livello perché ci manca un pezzettino, però la prestazione è arrivata. C'è stata una reazione dopo venerdì, i ragazzi hanno lasciato la vita in campo, per me questa è la cosa più importante. 

In seguito, il tecnico ha completato il suo pensiero: "Siamo tutti esigenti, tutti vogliamo vincere. Però dobbiamo anche essere consapevoli di chi siamo, da dove arrivano questi ragazzi. Stanno facendo una stagione incredibile, per prima cosa li devo ringraziare per avermi fatto vivere questo tipo di serate, anche se poi diventano amare. Dobbiamo rialzarci in campionato, ci sono ancora cinque partite".

Diao poteva chiuderla segnando il 3-1...
"La giocata di Diao era un 3-1 chiarissimo, là la partita sarebbe andata dalla nostra parte. Ma, ripeto: ci manca qualcosina, lo sapevamo. Poi lo so che la gente pensa che quando vinci sei Maradona e quando perdi va tutto malissimo. Dai, serve calma. Io sono un sognatore, sono molto positivo e questi ragazzi mi regalano tante cose come successo oggi (ieri, ndr)". 


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