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Foti, ministro interista: "Scudetto vinto sul campo, nonostante le dicerie"

di Christian Liotta

A commentare la bufera arbitrale scoppiata in questi giorni arriva un'altra voce della politica, quella del Ministro degli Affari Europei Tommaso Foti di Fratelli d'Italia, ospite del programma di RAI Radio Uno 'Un Giorno da Pecora'. Foti, tifoso interista, risponde ai complimenti ricevuti da Evelina Christillin, collegata telefonicamente: "Voglio dire che, nonostante tutto quello che dicono, questo Scudetto lo abbiamo vinto sul campo", per poi concentrarsi sulle inchieste di Milano esprimendo quella che è la sua preoccupazione: "Io sono preoccupato per le conseguenze alle quali si arriva. Se hai avuto un arbitro a favore in un Milan-Inter che finisce 3-0, o se perdi lo Scudetto in una partita come quella con la Roma dove non ti danno un rigore chiaro, mi sembra che le coincidenze a volte... Colpa delle toghe rosse? Per me le toghe sono nere, non ci sono toghe di altro colore. Ma al di là di quello, se c'è un'indagne e hai elementi per poterla fare è giusto farla. Ciò che invece è una semplificazione eccessiva è che dal momento in cui si è aperta questa indagine e sono uscite certe indiscrezioni è passato il principio per il quale hanno fatto vincere il campionato 2024-2025 all'Inter, cosa che poi nemmeno è successa".

A proposito del tema degli arbitri 'graditi', Foti aggiunge: "Sono andato un sacco di volte allo stadio; dire che un arbitro è gradito o sgradito è capitato. Così come è capitato che lo stesso arbitro poi in partite diverse abbia avuto dal pubblico, compreso chi parla, abbia avuto giudizi estremamente diversi". La Christillin chiede a Foti se ha visto la semifinale di Champions League tra PSG e Bayern Monaco: "Se dobbiamo rifondare il calcio italiano come si dice, dobbiamo partire dagli allenamenti. Non è possibile vedere giocatori che in ambito internazionale corrono due volte di più, siamo noi che stiamo fermi". Infine, una battuta sul tema dei giovani italiani: "Si potrebbero studiare forme premianti per l'utliizzo dei ragazzi che si perdono nel percorso tra giovanili e prima squadra. Si deve fare anche secondo minutaggio, con degli sgravi fiscali e degli incentivi. Bisogna anche andare dalle società che devono fare delle scelte anche in termini di allenatori; se ad un tecnico chiediamo di dare subito il massimo, non dobbiamo lamentarci se fanno giocare i più noti mentre in Spagna vedi giocare i 18enni. Bisogna avere il coraggio di rischiare. Da tifoso interista guardo volentieri Luka Modric, che ha una visione di gioco che ce ne vorrebbero. Però pensiamo ai giovani che vanno all'estero come Giovanni Leoni, che lo voleva l'Inter poi è andato al Liverpool a fare panchina". (Dimenticando, però, che Leoni ha subito un gravissimo infortunio che lo ha tenuto fuori per tutta la stagione, ndr): 


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