Giro escort a Milano, coinvolti (ma non indagati) giocatori di Inter e Milan
È solo l'ultimissima novità delle ultime ore l'indagine aperta dalla Procura di Milano che ha messo nel mirino una società di organizzazione di eventi per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Nei 'festini' della Milano bene sulla quale vuole far luce la Procura, ci sarebbero almeno settanta calciatori coinvolti, giocatori anche di Inter, Milan, Juve, Sassuolo e Verona. I nomi degli atleti nello specifico non sono specificati nell'ordinanza e nessuno di loro è indagato: nessuno di loro d'altronde ha commesso reato, specie perché sembrerebbe non accertato la loro eventuale colpevolezza: in altre parole non è detto che i calciatori in questione abbiano usufruito di escort e 'droga della risata'.
A rendere nota la notizia è ANSA che riprende il racconto di alcune delle ragazze coinvolte e ascoltate dalla Procura: "'Anche nel periodo del lockdown e di limitazione agli incontri' a causa del Covid venivano 'organizzati quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort' e le ragazze avevano 'rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti'" si legge a proposito delle dichiarazioni delle suddette ragazze risalenti al 2024. Emanuele Buttini e Deborah Ronchi e altre due persone sono finiti ieri agli arresti domiciliari per associazione a delinquere per aver "gestito, attraverso la Ma.De Milano, un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, con pacchetto 'all inclusive' del dopopartita: serate in locali a cinque stelle della movida milanese, escort e a volte 'sniffate' di gas esilarante. La donna ha raccontato agli inquirenti, nell'inchiesta del nucleo di Polizia economico finanziaria della Gdf e come si legge nell'ordinanza della gip Chiara Valori, di aver vissuto a Cinisello Balsamo, nel Milanese, in un appartamento nello stesso palazzo dove aveva la sede la Ma.De, dal 2019 al 2023". Le ragazze parlano di "discoteca abusiva", dove durante i festini veniva "'spesso consumato del gas esilarante' contenuto 'in palloncini', gradito 'agli atleti' perché non risultava all'antidoping".