GdS - Bastoni fischiato: Gattuso detesta una cosa. E dall'Inter fanno notare che...
Fonte: Gazzetta dello Sport
"Gattuso non deve chiamare più Bastoni!", è stato uno degli slogan più populisti e ridicoli che abbiamo ascoltato dopo i fatti di Inter-Juve. E il ct non ci pensa neppure a privarsi del suo difensore, come riferisce oggi la Gazzetta dello Sport.
A Come come a Lecce, su di lui sono piovuti ancora fischi, ma il centrale interista ha fatto spallucce e giocato da par suo, come se nulla fosse. "Non sarà la persistente colonna sonora a fare cambiare idea a Ringhio, che conosce le leggi del campo e detesta il perbenismo di facciata: non è mai passata dalla sua testa, e in nessuna altra testa federale, l’idea di rinunciare al difensore in vista del playoff", assicura la rosea.
Anzi, Gattuso ha parlato con Bastoni a quattrocchi e a tempo debito, quando il caso era ancora caldo: "Serviva una parola di conforto, da fratello maggiore e non solo da allenatore - si legge -. È successo nei giorni successivi a Inter-Juve, mentre montava la marea e non tutti avrebbero immaginato che sarebbe durata così tanto. I fischi in Salento il 21 febbraio, una settimana dopo il derby di Italia, non potevano sorprendere, vista la tempistica. Quelli di Como, a 20 giorni dai fatti, forse sì. In fondo, Bastoni continua a pagare anche l’esultanza in faccia a Kalulu, dopo aver causato l’ingiusta espulsione del collega juventino. Sembrano non contare poi troppo le scuse dalla viva voce del centrale e il riconoscimento pubblico dell’errore commesso: per qualcuno, evidentemente, sono arrivate in ritardo. Difficile, comunque, trovare casi di simile (e trasversale) insistenza su un singolo giocatore e la cosa ha colpito parecchio in viale della Liberazione: lì, nella sede Inter, continuano ad aggiornare le piccole grandi simulazioni che si vedono in ogni giornata di A. Tra i denti, fanno notare che altrove non si sarebbe vista la stessa indignazione, anche se un distinguo è necessario: l’effetto è cresciuto per la nobiltà della partita e per l’effetto di quel cartellino rosso sui punti in classifica. Il paragone con l’accoglienza che il San Siro nerazzurro regalò al Lukaku fresco romanista nel 2023 rischia, invece, di essere fuorviante: lì c’era un amore spezzato e un rapporto diretto tra una singola tifoseria e un ex idolo".