GdS - L'Inter scivola su un campo inaccettabile: ko esagerato. Aveva ragione Mourinho...
Fonte: Gazzetta dello Sport
La settimana nera del calcio italiano. Così la Gazzetta dello Sport definisce il terzo ko su tre per i club di A nel playoff Champions. Dopo Atalanta e Juve, cade malamente anche l'Inter.
"Ha perso anche l’Inter, nel gelo di Bodo, in Norvegia, e su un campo infido perché fatto di un’erba artificiale della peggior specie. Il Bodo ha meritato la vittoria, ma il 3-1 è esagerato. L’Inter ha giocato un buon primo tempo, chiuso sull’1-1, ha centrato due pali e ha sprecato due o tre buone occasioni. Ha pagato carissimi tre minuti di buio totale, tra il 61’ e il 64’, quando il Bodo ha piazzato un destro-sinistro micidiale - si legge -. Il risultato è recuperabile, la qualificazione ancora alla portata. Due gol, per arrivare almeno ai supplementari, a questo Bodo si possono rosicchiare, a patto di schierare la miglior formazione possibile, senza far calcoli con vista campionato. La sconfitta di ieri si spiega anche con la rinuncia a Dimarco e Zielinski, i migliori interisti del momento, preservati per la partita di sabato a Lecce. Ognuno ha la sua scala di priorità, ma ci pare discutibile anteporre il Lecce a un playoff di Champions dal valore di oltre 15 milioni. Poi, se la serata di ieri va considerata positiva perché il Milan ha pareggiato contro il Como e l’Inter è prima in Serie A a +7 sui rossoneri secondi, va bene, guardiamo al nostro orticello e consoliamoci".
La Gazzetta accusa il terreno (?) di gioco: "Il campo in erba sintetica di Bodo è un fattore di disuguaglianza, non è accettabile che in Champions si giochi su un terreno degno di un campetto di periferia. I giocatori del Bodo sono avvantaggiati perché lo calpestano sempre e l’abitudine crea consuetudine. Gli avversari, come gli interisti ieri, sono chiamati a prove di equilibrismo, a momenti da pattinatori - si legge -. La palla schizza via veloce, certi rimbalzi ingannano e complicano il controllo. Capiamo come al Circolo polare artico sia difficile mantenere per tutto l’anno un terreno in zolle naturali, però l’impressione è che il Bodo faccia leva su questo aspetto e che ci abbia costruito sopra parte della sua ascesa al vertice del calcio europeo. Aveva ragione José Mourinho quando, da allenatore della Roma, lo aveva definito un “campo di plastica”. È probabile che Lautaro, uscito al 60’ per problemi muscolari, si sia infortunato per le posture anomale imposte da questo tappeto".