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Improta (ONMS): "Non era solo uno a lanciare petardi. Curva Inter? Non credo verrà chiusa. Valutiamo il divieto di trasferte"

di Raffaele Caruso

Maurizio Improta, presidente dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, ha parlato di quanto accaduto ieri durante Cremonese-Inter ai microfoni di Radio CRC.

"Aspettiamo il Giudice Sportivo che deciderà mercoledì, dato che ci sono partite oggi e domani. Nel frattempo stiamo valutando e facendo riflessioni sulla base delle notizie che ci arrivano dalla Questura di Cremona - le sue parole -. Il soggetto è stato identificato ed arrestato, ma non è quello che ha perso tre dita. Non era uno solo a lanciare bombe carta, ma più di un soggetto. È stato identificato e denunciato quello che ha perso 3 dita per detenzione di materiale esplodente, mentre quello che ha lanciato il bengala ad Audero è in fase di identificazione attraverso le analisi delle immagini da parte della Questura di Cremona. Assistiamo ogni domenica, in tutti gli stadi, a queste manifestazioni selvagge che sono molto pericolose".

"Abbiamo chiesto a Cremona come sia possibile che si siano introdotti tali oggetti all'interno dello stadio, aspettiamo le risposte da parte dei responsabili del servizio steward della Cremonese - ha aggiunto -. Purtroppo, come sapete, questi soggetti hanno l'abitudine di coprirsi con giubbotti neri e cappucci per coprirsi i volti e fanno questi 'spettacolini' pirotecnici. Purtroppo registriamo un utilizzo costante di questi giochi: li nascondono nei posti più strani, anche nei panini"

"Se la Curva dell'Inter verrà chiusa? Sicuramente il Giudice Sportivo interverrà con una sanzione economica molto salata all'Inter come club. È una valutazione che non credo possa essere presa in considerazione dalla giustizia sportiva. Il divieto di trasferta, invece, lo stiamo valutando in queste ore, anche sulla base di alcuni referti medici che ci devono arrivare da Cremona, perché anche alla stazione qualche gruppo organizzato si è dedicato a fare confusione con persone che nulla avevano a che fare con la tifoseria della Cremonese. All'interno degli stadi ed in prossimità è tutto più controllato, quindi si danno appuntamento fuori - ha concluso -. È una strategia che tende a fissare un livello di potenza di questa o quella tifoseria: non è solo una passione calcistica, ma subentrano secondo noi anche interessi 'imprenditoriali'. C'è da parte anche dei gruppi ultras un'avversione nei confronti delle forze dell'ordine: i nemici siamo noi".


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